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S. Alfonso Maria de Liguori
Via della salute

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Giorno quarto.

 

"Virgo praedicanda". Canta la santa Chiesa che questa divina Madre è degna d'ogni1 lode, "omni laude dignissima";2 poiché, secondo dice S. Ildefonso,3 ogni lode che si alla B. Vergine, ridonda in onore del Figlio: "Refunditur in Filium, quod impenditur Matri". Onde ben disse S. Giorgio Nicomediense4 che le lodi date a Maria Iddio le accetta come date a se stesso: "Tuam enim gloriam Creator exsistimat esse propriam". La santa Vergine promette il paradiso a chi procura di farla conoscere ed amare. "Qui elucidant me, vitam aeternam habebunt"5 (Off. in concept. B. Virg.). Quindi Riccardo di S. Lorenzo6 scrisse: "Honorantes eam in hoc saeculo, honorabit in futuro". Maria farà onorare nell'eternità coloro, che l'onorano in questa vita. S. Anselmo7 dice che siccome Maria con esser8 Madre di Dio fu il mezzo


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per salvare i peccatori, così i peccatori col predicar le lodi di Maria ricevono la salute. Non tutti già possono esser9 predicatori, ma tutti possono lodarla ed insinuare agli altri, familiarmente parlando a' parenti ed agli amici, i pregi di Maria, la sua potenza, la sua misericordia, e così indurli ad esser divoti di questa divina Madre.

O regina del cielo, da ogg'innanzi voglio far quanto posso per farvi da tutti venerare ed amare. Accettate questo mio desiderio e datemi l'aiuto ad eseguirlo; e frattanto scrivetemi nel numero de' vostri servi, e non permettete ch'io10 abbia a vedermi schiavo di Lucifero.

 

"Virgo potens". E chi mai tra' santi è così potente appresso Dio, quanto la sua SS. Madre? Ella ottiene quanto vuole: "Velis Tu, le dice S. Bernardo,11 et omnia fient". Basta che volete voi e tutto si farà. Giunge a dire S. Pier Damiani12 che quando Maria va a chiedere grazie a Dio, in certo modo non prega, ma comanda: "Accedis non rogans, sed imperans; nam Filius nihil negans honorat". Così il Figlio onora questa Madre tanto amata, con accordarle quanto gli cerca anche a beneficio de' peccatori. Onde le dice S. Germano:13 "Voi siete, o Madre di Dio, onnipotente per salvare i peccatori, e non avete bisogno d'altra raccomandazione appresso Dio, poiché siete la Madre della vera Vita".

O Maria, voi mi potete far santo, in voi confido.

 

"Virgo clemens". Quanto Maria è potente appresso Dio, tanto ella è clemente e pietosa verso chi ricorre alla sua intercessione. "Nec facultas, nec voluntas illi deesse potest", dice S. Bernardo.14 A Maria non può mancar potenza per salvarci, perché è Madre di Dio; né può


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mancarle volontà di aiutarci, perché è madre nostra. E chi mai è ricorso a Maria ed è restato abbandonato? "Sileat, dicea lo stesso S. Bernardo,15 misericordiam tuam, si quis te invocatam, meminerit defuisse": Lasci di lodare la vostra misericordia, chi mai si ricorda che avendovi invocata, voi gli siete mancata. Scrive S. Bonaventura esser così grande il desiderio di Maria16 d'esser17 pregata da noi, per dispensarci con più abbondanza i suoi favori, che si chiama offesa non solo da chi l'ingiuria, ma ancora da chi non le domanda grazie: "In te Domina peccant, non solum qui tibi iniuriam irrogant, sed etiam qui te non rogant". No, che non fa bisogno pregar molto questa Madre di misericordia per ottenere il suo aiuto, basta domandarcelo con confidenza. "Velocius occurrit eius pietas, quam invocetur", dice Riccardo di S. Vittore.18 La sua clemenza ci soccorre prima d'esser richiesta; e ne adduce la ragione. Ella non può veder le nostre miserie e non muoversi a soccorrerci.

Guardate dunque, o Maria, guardate le mie miserie e soccorretemi. "Virgo clemens, ora pro nobis".

 




1 [10.] d'ogni) di ogni B B1 B2.

2 [10.] Dal Breviario Romano, Commune fest. B. M. V., resp. ad lect. VII: «Felix namque es, sacra Virgo Maria, et omni laude dignissima».

3 [11.] S. HILDEFONSUS, ep. tolet., Lib. de virginit. perpetua S. Mariae. c. 12; PL 96, 108: «Sic namque refertur ad Dominum quod servitur ancillae; sic redundat ad Filium quod impenditur Matri...Sic transit honor in regem, qui defertur in famultatum reginae».

4 [13.] GEORGIUS NICOMED., In SS. Deiparae ingressum in templum; PG 100, 1439: «Quippe suam ipse, tuam existimat gloriam eaque tamquam Filius exultans postulata ceu debitor implet». Fu egregio panegirista della Madonna ma non è santo, avendo favorito lo scisma. 

5 [17.] Eccli., 24, 31. Il testo applicato alla SS. Vergine si leggeva anticamente nell'officio dell'Immacolata Concezione; ora s'incontra nell'epistola della Messa di varie festività mariane.

6 [17.] RICHARDUS A S. LAUR., De laudibus B. V. M., l. II, c. I, n. 43; cfr. Opera B. Alberti M., XX, Lugduni 1651, 45, col. 2: «Glorificabit in futuro servientes sibi et honorificantes se in praesenti». 

7 [20.] Ps. EADMERUS (= S. Anselmus: cfr. Glorieux, 62), Lib. de excellentia Virg. Mariae, c. 1; PL 159, 558-59: «Erit enim fortassis hoc ipsum optatae nobis causa non parva salutis, et sauciatis ex vitiorum punitionibus animis medicina salutaris. Qui namque fieri potest ut ex memoria laudis eius salus non proveniat peccatori, cuius uterus factus est via ipsi, ad sanandum peccatorem, venienti Salvatori?» Vedi pure S. ANSELMUS, Oratio 55; PL 158, 961; Oratio 57; PL 158, 963.

8 [20.] eser) essere B B1 B2.

9 [2-5.] esser) essere B B1 B2.

10 [9.] ch'io) che io B B1 B2.

11 [11.] Ps. BERNARDUS (= Egbertus di Schönau, Glorieux, 72), Sermo panegyricus, n. 7; PL 184, 1014: «Loquere, Domina, quia audit Filius tuus; et quaecumque petieris, impetrabis».

12 [13.] Ps. PETRUS DAMIANUS (= Nicolaus di Clairvaux, Glorieux, 60), Sermo 44 in Nativit. B. V. M.; PL 144, 740: «Accedis enim ante illud aureum humanae reconciliationis altare non solum rogans sed imperans, domina non ancilla... Audi nos. Nam et Filius nihil negans honorat te».

13 [17.] S. GERMANUS, patriarcha constantinopol., Oratio VII, secunda in SS. Deiparae dormitionem; PG 98, 350: «Potens igitur ad salutem auxilium tuum, o Deipara, nec alterius cuiusquam apud Deum commendationem requirens. Tu enim revera es vitae parens». 

14 [24.] S. BERNARDUS, In Assumptione B. M. V. sermo I, n. 2; PL 183, 415: «Ascendens ergo in altum Virgo beata, dabit ipsa quoque dona hominibus. Quidni daret? Siquidem nec facultas ei deesse poterit, nec voluntas. Regina caelorum est, misericors est; denique mater est unigeniti Filii Dei».

15 [3.] S. BERNARDUS, op. cit., sermo 4, n. 8: PL 183, 428: «Sileat misericordiam tuam, Virgo beata, si quis est, qui invocatam te in necessitatibus suis meminerit defuisse». 



16 [6.] Da PACIUCHELLIUS, Excitationes dormitantis animae, excit. IV in Ps. 86, n. 4; Venetiis 1720, 20: «Hinc D. Bonaventura (In Spec. Virg.) cum B. Virgine loquens affatur: Non solum in te peccant, o Domina, qui tibi iniuriam irrogant, sed etiam qui te non rogant». Vedi anche DE SALAZAR, Expositio in Proverbia Salomonis, c. 8, v. 36, n. 456; Parisiis 1619, col. 725. Manca però la frase riferita nello Speculum B. M. B. nelle edizioni di Roma, Magonza e Lione, che abbiamo consultato: l'autore dell'opuscolo è CONRADUS SAXON (cfr. Opera S. Bonaventurae, VIII, ad Claras Aquas 1898, p. CXI).

17 [6 e 13.] esser) essere B B1 B2.

18 [12.] RICHARDUS A S. VICT., Explicatio in Cant. Canticorum, c. 23; PL 196, 475: «Hinnulorum velocitati comparatur, quia velocius occurrit eius pietas quam invocetur, et causas miserorum anticipat... Adeo pietate replentur ubera tua, ut alicuius miseriae notitia tacta, lac fundant misericordiae, nec possis miserias scire et non subvenire».




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