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S. Alfonso Maria de Liguori
Via della salute

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Giorno quinto.

 

"Virgo fidelis". Beato chi colle sue preghiere assiste alle porte di Maria, siccome i poveri assistono alle porte de' ricchi per ottenere soccorso! "Beatus homo (così ella dice) qui audit me, et vigilat ad fores meas quotidie" (Prov. 8. 24). Oh fossimo noi fedeli a servire questa divina Madre, com'ella è fedele nel sovvenirci, quando la preghiamo! Maria promette a chi la serve ed onora l'esser esente da'


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peccati e la salute eterna: "Qui operantur in me, non peccabunt; qui elucidant me, vitam aeternam habebunt" (Eccli. 24. 31).1 Ella chiama tutti, acciocché a lei ricorrano, e promette loro ogni grazia che sperano: "In me gratia omnis viae, et veritatis; in me omnis spes vitae et virtutis... transite ad me omnes" (Eccli. 24).2 S. Lorenzo Giustiniani3 applica a Maria quell'altro testo dell'Ecclesiastico (6. 31): "Vincula illius alligatura salutaris". E poi soggiunge: "Quare vincula? nisi quia servos suos ligat, ne discurrant per campos licentiae". Maria liga4 i suoi servi, acciocché non si prendano troppa libertà, che poi sia causa della loro rovina.

O Madre di Dio, in voi metto tutte le mie speranze, voi avete a salvarmi dal cadere più in peccato. Signora mia, non mi abbandonate; ottenetemi la grazia di morire prima che perdere la grazia di Dio.

 

"Causa nostrae laetitiae". Come dopo le tenebre e mestizie della notte l'aurora è causa d'allegrezza, così dopo le tenebre del peccato, che per quattro mila anni regnarono sulla terra prima della venuta di Gesu-Cristo, la nascita della nostra aurora Maria recò l'allegrezza al mondo. "Nata Maria, surrexit aurora", dice un santo Padre.5 L'aurora è foriera del sole, e Maria fu la foriera del Verbo Incarnato, Sole di giustizia e nostro Redentore, che colla sua morte ci liberò dalla morte eterna. Giustamente canta la Chiesa nella natività di Maria: "Nativitas tua, sancta Dei Genitrix, gaudium annunciavit universo mundo".6 E siccome Maria fu il principio del nostro gaudio, così ella


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ancora n'è il compimento; mentre dice S. Bernardo7 che Gesu-Cristo tutto il prezzo de' suoi meriti l'ha riposto in mano di sua Madre, acciocché ogni bene che abbiamo, lo riceviamo per mezzo di Maria: "Redempturus humanum genus, universum pretium contulit in Maria, ut si quid salutis nobis est, ab illa noverimus redundare".

O Madre di Dio, voi siete la mia allegrezza e la speranza mia, mentre voi non negate ad alcuno il vostro favore e da Dio ottenete quanto volete.

 

"Vas insigne devotionis". La divozione, come insegna S. Tommaso,8 consiste nella prontezza della nostra volontà al volere di Dio. Questa fu la principal virtù, che rendé così cara a Dio la sua SS. Madre. E ciò significava quel che rispose il Redentore a quella donna, che chiamava beato l'utero che l'avea portato: "Quinimo beati, qui audiunt verbum Dei, et custodiunt illud" (Luc. 11).9 Con ciò, scrive Beda,10 volle dire il Signore che Maria era più felice per l'unione della sua volontà colla divina, che per esser11 sua madre. Di Maria è giusto simbolo quel fiore, che dove gira il sole, ivi sempre si volta.12 Il solo voler divino fu l'unico scopo e contento del cuore di Maria, com'ella cantò dicendo: "Et exsultavit spiritus meus in Deo salutari meo".13

O beata voi, signora mia, che foste tutta unita e sempre unita al divino volere! Impetratemi la grazia di vivere nella vita che mi resta, uniformato sempre alla volontà di Dio.

 




1 [2.] Eccli., 24, 30-31.

2 [5.] Eccli., 24, 25-26.

3

RICHARDUS A S. LAUR., De laudibus B. M. V., l. II, c. 3, n. 16: tra le Opera S. Alberti M., XX, Lugduni 1651, 66: «Et vincula illius, id est exempla et servitia quibus ligamur ne discurramus per campos licentiae, alligatura salutaris: quia extrahunt a peccato, et trahunt ad salutem aeternam». Il senso è accomodatizio; l'autore ispirato parla propriamente della sapienza, il cui giogo è onore e potenza regale. La traduzione letterale moderna è: «Te ne vestirai come d'un manto glorioso, e la cingerai come fulgida corona». S. LAURENT. IUSTINIANUS, Lignum vitae, tr. IV. c. 6; Opera, Lugduni 1628, 27, col. 1, fa un'applicazione differente: «Caritas ligat Deum et hominem, quia vinculum est. O caritas, quam magnum est vinculum tuum quo Deus ligari potuit!»



4 [8.] liga) lega B B1 B2.

5 [18.] RUPERTUS, ab. Tuitiensis, Commentaria in Cant. Canticorum, l. VI; PL 168, 936-37: «Quando nata es, o Virgo beata, tunc vera nobis aurora surrexit, aurora praenuntia diei sempiterni; quia sicut aurora quotidiana finis praeteritae noctis et initium diei sequentis, sic nativitas tua... finis laborum et consolationis fuit initium; finis tristitiae et laetitiae nobis exstitit principium».

6 [23.] Dal Breviario Romano, Officium Nativit. B. M. V., resp. ad lect. VI.

7 [1.] S. BERNARDUS, Sermo in Nativit. B. M. V., de aquaeductu, n. 6; PL 183, 44: «Redempturus humanum genus, pretium universum contulit in Mariam... Totius boni plenitudinem posuit in Maria, ut pronde si quid spei in nobis est, si quid gratiae, si quid salutis, ab ea noverimus redundare».

8 [9.] S. THOMAS, II-II, q. 82, a. 1, c.: «Devotio dicitur a devovendo; unde devoti dicuntur qui seipsos quodammodo Deo devovent, ut ei se totaliter subdant... Unde devotio nihil aliud esse videtur quam voluntas quaedam prompte tradendi se ad ea quae pertinent ad Dei famulatum».

9 [14.] Luc., 11, 28.

10 [14.] S. BEDA VENER., In Lucae Evang. expositio, l. IV; PL 92, 480: «Quia et eadem Dei Genitrix, et inde quidem beata, quia Verbi incarnandi ministra est facta temporalis, sed inde multo beatior quia eiusdem semper amandi custos manebat aeterna». CC 120, 237.

11 [16.] esser) essere B B1 B2.

12 [17.] Cfr. Summa aurea, sect. III, concio V; IX, Parisiis 1862, col. 485: «Ipsa hortus deliciarum est in quo crescunt omnia florum genera seu virtutum omnium plantae fecundissimae... Heliotropium conformitatis cum Deo».

13 [19.] Luc., 1, 47.




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