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S. Alfonso Maria de Liguori
Via della salute

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MED. VIII. DELL'APPARECCHIO E RINGRAZIAMENTO DOVUTO ALLA SANTA COMUNIONE

 

Domanda il Cardinal Bona:1 Donde avviene che tante anime con tante comunioni fanno così poco profitto nella via di Dio? e risponde: "Defectus non in cibo est, sed in edentis dispositione". Non è la mancanza nel cibo, ma nel poco apparecchio di chi lo prende. Il fuoco subito accende il legno secco, ma non già il verde, perché questo è mal disposto ad ardere. I santi riceveano un gran profitto dalle comunioni, perché molto attendeano a prepararvisi.

 

Due sono le cose principali, che dee procurare l'anima per apparecchiarsi alla comunione. La prima è il distacco dalle creature, con discacciare dal cuore ogni cosa che non è di Dio, o non è per Dio. Ancorché l'anima stia in grazia, quando però il cuore è occupato da affetti terreni, quanto di terra vi sta in esso, tanto meno di luogo vi


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trova il divino amore. Un giorno S. Geltrude2 dimandò al Signore qual apparecchio da lei cercava per la santa comunione, e Gesù le rispose:

"Non altro io cerco da te, se non che venghi a ricevermi vuota di te stessa". La seconda cosa, che si richiede per ricavar gran frutto dalla comunione, è il desiderio di ricevere Gesu-Cristo col fine di più amarlo. Dice il Gersone3 che in questa mensa non restano sazi, se non quelli che hanno gran fame. Quindi scrisse S. Francesco di Sales4 che l'intenzione principale di un'anima nel comunicarsi dee essere di avanzarsi nell'amore di Dio: "Deesi (dicea il Santo) ricevere per amore colui che per solo amore a noi si dona". E perciò disse Gesù a S. Metilde:5 "Quando dei comunicarti, desidera tutto quell'amore, che mai un cuore ha avuto verso di me, ed io lo riceverò, come tu vorresti che fosse l'amor tuo".

 

È necessario poi anche il ringraziamento dopo la comunione. Non v'è orazione più cara a Dio, che quella che si fa dopo la comunione. Dee in quel tempo la persona trattenersi in affetti e preghiere. Gli affetti divoti che allora si fanno, hanno altro maggior merito presso Dio, che fatti in altro tempo, perché vengono allora avvalorati dalla


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presenza di Gesu-Cristo, che sta unito coll'anima. Ed in quanto alle preghiere, dicea S. Teresa,6 che Gesù dopo la comunione sta nell'anima come in trono di grazia e le dice: "Quid vis, ut tibi faciam?".7 Anima, io son venuto apposta dal cielo per dispensarti grazie; cercami quel che vuoi e quanto vuoi, e resterai esaudita. Oh quali tesori di grazie si perdono coloro, che poco si trattengono a pregare Dio dopo la comunione.

 

Affetti e preghiere

 

O Dio d'amore, voi dunque tanto desiderate di dispensarci le vostre grazie, e noi così poco attendiamo a cercarvele? Qual pena sarà la nostra in punto di morte, pensando a questa trascuraggine8 a noi così nociva! Signor mio, scordatevi del passato; per l'avvenire col vostro aiuto voglio meglio apparecchiarmi con procurare di togliere l'affetto a tutte le cose, che m'impediscono9 di ricevere tutte quelle grazie, che voi desiderate concedermi. E dopo la Comunione voglio trattenermi quanto più posso, per ottenere da voi l'aiuto ad avanzarmi nel vostro amore; datemi la grazia di eseguirlo. Ah Gesù mio, per lo passato quanto sono stato trascurato in amarvi! Il tempo di vita che voi mi donate per vostra misericordia, è tempo di apparecchiarmi alla morte e di compensare col mio amore l'offese che vi ho fatte. Voglio spenderlo tutto in piangere i miei peccati ed in amarvi. V'amo,10 Gesù amor mio, v'amo unico mio bene; abbiate pietà di me, non mi abbandonate.

 

E voi non lasciate mai di soccorrermi colla vostra intercessione, o speranza mia Maria.

 




1 [15.] IOANNES BONA, Card., De sacrificio Missae tractatus asceticus, c. 6, paragr. 7; Opera, Venetiis 1752, 125: «Defectus autem non in cibo et potu est, sed in edentis et bibentis dispositione».

2 [1.] G. LANSPERGIO, La vita di santa Gertrude, l. IV, c. 26; Venezia 1710, 191: «A cui egli disse: Io non voglio alcun'altra cosa da te, se non che libera da tutte l'altre cose tu mi venghi a ricevere; perciocché tutto quello di piacere ch'io mi prenderò di te, ti sarà conceduto per mio dono speciale». Vedi: S. GERTRUDIS MAGNA, Legatus divinae pietatis, l. IV, c. 26; Parisiis 1875: «Et quali dignitate obviabo tibi, cum tam largifluus dignaris venire ad me? Respondit Dominus: Nihil aliud requiro a te, quam ut evacuata venias ad me recipiendum; quia omne quod placeret mihi in te, hoc per donum meum totum accipies».

3 [6.] IOANNES GERSONIUS, Collectorium super Magnificat, tr. IX, p. L; Opera, Antverpiae 1706, col. 405: «Esuries in primis necessaria nobis est, si tantis quaerimus impleri bonis».

4 [7.] S. FRANC. DI SALES, Introd. alla vita devota, p. II, c. 21; Op. spirit., I, Venezia 1735, 45, col. 1: «La vostra principale intenzione nel comunicarvi deve essere in avanzarvi, fortificarvi e consolarvi nell'amor di Dio, perché voi dovete ricevere per amore quello che il solo amore vi fa dare». Cfr. Oeuvres, III, Annecy 1893, 121.



5 [10.] G. LANSPERGIO, Libro della spiritual grazia, delle rivelazioni e visioni della B. Metilde Vergine, l. III, c. 23; Venezia 1710, 86: «A cui disse il Signore: Mentre ti vuoi comunicare, ricevimi con tale intenzione come se tu avessi ogni desiderio, ogni amore col quale giammai alcuno umano cuore in me si accresce, e così in quello altissimo amore con cui possibile sia che il cuor umano ami, accostati a me. Ed io quell'amore riceverò in te, non in quanto che in te sia, ma come se egli fosse tale e tanto quanto tu volevi che fosse». Vedi anche L. BLOSIUS, Conclave animae fidelis, p. II Monile spirituale, c. 6, n. 6; Antverpiae 1564, f. 94.

6 [2.] S. TERESA, Cammino di perfezione, c. 34; Op. spirit., I, Venezia 1678, 215: «Non perdiamo dunque così buona occasione ed opportunità; accostiamoci a lui... Che dubbio c'è che sia per far miracoli stando così dentro di noi, se avremo fede viva, e che sia per darci tutto quello che gli domanderemo, stando egli in casa nostra? Non suole sua Maestà mal pagare l'alloggio, se gli vien fatta buona accoglienza» Cfr. Obras, III, Burgos 1916, 162, 164.

7 [3.] Marc., 10, 51: «Quid tibi vis faciam?»

8 [11.] trascuragine) trascuraggine B B1 B2.

9 [14.] m'impediscono) mi impediscono B B1 B2.

10 [21.] v'amo) vi amo B B1 B2.




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