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S. Alfonso Maria de Liguori
Visite al SS. Sacramento

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VISITA XI.

Procuriamo non allontanarci, dice S. Teresa, perdere di vista il nostro caro pastore Gesù; perché le pecorelle che stanno vicino al loro pastore sempre sono più accarezzate e più regalate e sempre loro qualche bocconcino più particolare di quello ch'egli stesso mangia. Se avviene che il pastore dorme la pecorella non si allontana finché si desti il pastore o ella lo svegli; ed allora con nuovi regali vien da quello accarezzata.1 Redentore mio sacramentato, eccomi vicino a voi: non voglio altro regalo da voi che il fervore e la perseveranza nel vostro amore.2

Io vi ringrazio, o santa fede, voi mi fate sapere e mi accertate che nel divin Sacramento dell'altare, in quel pane celeste non vi è pane, ma vi sta tutto il mio Signor Gesù Cristo


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e vi sta per amor mio. Signor mio e mio tutto, io vi credo presente nel SS. Sacramento; e benché sconosciuto agli occhi di carne io vi riconosco col lume della santa fede sotto l'ostia consacrata per monarca del cielo e della terra e per Salvatore del mondo. Ah Gesù mio dolcissimo, siccome3 voi siete la mia speranza, la mia salute, la mia fortezza, la mia consolazione, così voglio che voi siate ancora tutto il mio amore e l'unico oggetto di tutt'i miei pensieri, de' miei desideri e degli affetti miei. Io mi compiaccio più della vostra somma4 felicità che godete e godrete in eterno, che d'ogni bene che potrei avere io mai nel tempo e nell'eternità. Il mio sommo contento è che voi, amato mio Redentore, siete pienamente contento e che la vostra felicità è infinita. Regnate, regnate, Signor mio, sopra tutta l'anima mia; io ve la dono tutta: voi possedetela sempre. La mia volontà, i miei sensi, le mie potenze siano tutte serve del vostro amore e non servano nel mondo che a darvi gusto e gloria. Tale fu la vostra vita, o prima amante e Madre del mio Gesù, Maria ss.: voi aiutatemi, voi impetratemi il vivere da oggi avanti come sempre viveste voi felice5 tutta di Dio. - Giac. Mio Gesù, io sia tutto vostro e voi siate tutto mio.

La comunione spirituale.




1 «Consideramos quàn medradas, quàn lustrosas, y quà, seguras andan las ovejas que andan cerca del Pastor; y procuremos no apartarnos del nuestro, ni perderle de vista: porque las ovejas que andan cerca del Pastor, siempre son màs regaladas, y siempre les da bocadillos màs particulares, de lo que él mesmo come. Si el Pastor se esconde ò duerme, no se menea ella de un lugar, hasta que parece o despierta el Pastor, o ella misma balando con perseverancia, le despierta; y entonces con nuevo regalo es del acariciada.» Las Obras de la S. Madre Teresa de Jesùs. En Anveres, en la Emprenta Plantiniana de Balthasar Moreto, 1630. Segunda parte. In fine (dalla pag. 585): Siete Meditaciones sobre el Pater Noster, Quarta peticiòn, para el Jueves, pag. 604, 605. - L' edizione di Moreto (genero e successore del celebre Plantin ) è l' unica che attribuisca a S. Teresa questa operetta non sua, come asseriscono tutti gli altri editori antichi o recenti. Che sia stata ritrovata in un manoscritto insieme con un' altra opera di S. Teresa, è argomento di poco peso. Gli argomenti intrinseci sono contrarii all' autenticità. E' vero, per altro, che il Moreto poté avere ragguagli dalle prime monache Carmelitane del Belgio, le più intime conoscenti della Santa Madre: per questa ragione forse, alcuni pochi si son fidati della sua edizione.



2 Nelle ed. prima del 1758: che il fervore nel vostro amore.

3 Idem: conforme.



4 L' aggettivo somma  è aggiunto nell' ed. del 1755 e seg.



5 Napoli, 1748, '49 hanno beata.






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