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S. Alfonso Maria de Liguori
Apparecchio alla Morte

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PUNTO III

Cresce la maraviglia in vedere poi il desiderio, che avea Gesu-Cristo di patire e di morire per noi. «Baptismo autem habeo baptizari (così Egli andava dicendo, mentre viveva), et quomodo coarctor usquedum perficiatur» (Lucae 12. 50). Io debbo essere battezzato col battesimo del mio medesimo sangue, e mi sento morire di desiderio che venga presto la mia passione e morte, acciocché così l'uomo presto conosca l'amore ch'io gli porto. Ciò fu ancora che gli fe' dire nella notte precedente alla sua passione: «Desiderio desideravi hoc pascha manducare vobiscum» (Lucae 22. 15). Dunque, dice S. Basilio di Seleucia,1 par che il nostro Dio non possa saziarsi di amare gli uomini: «Hominum amore nequit expleri Deus» (S. Bas. cap. 416).

Ah Gesù mio, gli uomini non v'amano, perché non pensano all'amore che voi avete loro portato. Oh Dio, un'anima che considera un Dio morto per suo amore e con tanto desiderio di morire per dimostrarle l'affetto che le portava, com'è possibile che possa vivere senz'amarlo? «Caritas Christi urget nos» (2. Cor. 5. 14). Dice S. Paolo che non tanto quel che ha fatto ed ha patito Gesu-Cristo, ma l'amore che ci ha dimostrato nel patire per noi, ci obbliga e quasi ci fa forza ad amarlo. Ciò considerando S. Lorenzo Giustiniani2 esclamava: «Vidimus sapientem prae nimietate amoris infatuatum!» Abbiam veduto un Dio, che per noi quasi è impazzito per lo troppo amore che ci porta. E chi mai potrebbe credere, se la fede non ce ne assicurasse, che il Creatore abbia voluto morire per le sue creature? S. Maria Maddalena de' Pazzi3 in un'estasi ch'ebbe, portando tra le mani


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un'immagine del Crocifisso, così appunto chiamava Gesu-Cristo: Pazzo d'amore. «Sì, Gesù mio, (diceva)4 che tu sei pazzo d'amore». E questo appunto ancora diceano i gentili, quando loro si predicava la morte di Gesu-Cristo, la stimavano una pazzia da non potersi mai credere: così attesta l'Apostolo: «Praedicamus Christum crucifixum, Iudaeis quidem scandalum, gentibus autem stultitiam» (1. Cor. 1. 23). E come mai, essi diceano, un Dio felicissimo in se stesso, che di niuno ha bisogno, ha potuto scendere in terra, farsi uomo e morire per amore degli uomini sue creature? Ciò sarebbe lo stesso che credere un Dio divenuto pazzo per amore degli uomini. Ma pure è di fede che Gesu-Cristo vero Figlio di Dio per amore di noi si è dato alla morte: «Dilexit nos et tradidit semetipsum pro nobis» (Eph. 5. 2).

E perché l'ha fatto? l'ha fatto, acciocché noi vivessimo non più al mondo, ma solamente a quel Signore che ha voluto per noi morire. «Pro omnibus mortuus est Christus, ut et qui vivunt, iam non sibi vivant, sed ei qui pro ipsis mortuus est» (2. Cor. 5. 15). L'ha fatto, acciocché coll'amore che ci ha dimostrato, Egli si guadagnasse tutti gli affetti de' nostri cuori. «In hoc Christus mortuus est, et resurrexit, ut mortuorum et vivorum dominetur» (Rom. 14. 9). Quindi i santi, considerando la morte di Gesu-Cristo, hanno stimato far poco in dar5 la vita e tutto per amore d'un Dio così amante. Quanti nobili, quanti principi hanno lasciato i parenti, le ricchezze, le patrie ed anche i regni, per chiudersi in un chiostro a vivere al solo amore di Gesu-Cristo! Quanti martiri gli han sagrificata la vita! Quante verginelle, rinunziando alle nozze de' grandi, se ne sono andate giubilando alla morte, per render così qualche ricompensa all'affetto d'un Dio morto per loro amore! E voi, fratello mio, che avete fatto sinora per amore di Gesu-Cristo? Egli siccome è morto per li santi, per S. Lorenzo, per S. Lucia, per S. Agnese, così è morto ancora per voi. Almeno che pensate di fare nella vita che vi resta, e che Dio vi concede a fine che l'amiate? Da oggi avanti rimirate spesso l'immagine del Crocifisso, e guardandola ricordatevi dell'amore ch'egli vi ha portato, e dite fra voi: Dunque Voi, mio Dio, siete morto per me? Fate almen questo (dico), e fatelo spesso, che facendo così, non potrete far di meno di sentirvi dolcemente costretto ad amare un Dio che vi ha tanto amato.


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Affetti e preghiere

Ah mio caro Redentore, è vero; perciò non v'ho amato, perché non ho pensato all'amore che mi avete portato. Ah Gesù mio, vi sono stato troppo ingrato; Voi avete data la vita per me con una morte la più amara di tutte le morti, ed io ho potuto esservi così sconoscente, che neppure ho voluto pensarvi? Perdonatemi; io vi prometto che da ogg'innanzi, amor mio crocifisso, Voi sarete l'unico oggetto de' miei pensieri e di tutti gli affetti miei. Deh, quando il demonio o il mondo mi presenta qualche pomo vietato, ricordatemi Voi, amato mio Salvatore, le pene che avete sofferte per amor mio, acciocché io6 v'ami e non vi offenda più. Ah che se un servo mio avesse fatto per me quel che avete fatto Voi, non avrei animo di disgustarlo. Ed io ho avuto l'animo tante volte di voltare le spalle a Voi, che siete morto per me. O belle fiamme d'amore, voi che obbligaste un Dio a dare per me la vita, venite, infiammate, riempite tutto il mio cuore e distruggete tutti gli affetti miei alle cose create. Ah mio amato Redentore, com'è possibile che chi vi considera o nella mangiatoia di Betlemme, o sulla croce nel Calvario, o nel Sagramento sugli altari, non s'innamori di Voi? Gesù mio, io v'amo con tutta l'anima mia. Negli anni che mi restano di vita, Voi sarete l'unico mio bene, l'unico mio amore. Mi bastano gli anni infelici che miseramente ho vivuti scordato della vostra passione e del vostro affetto. Io tutto a Voi mi dono, e se non so donarmi come debbo, prendetemi Voi, e Voi regnate di tutto7 il mio cuore. «Adveniat regnum tuum».8 Non di altri9 egli sia servo che del vostro amore; d'altro non parli, d'altro non tratti, ad altro non pensi, altro non sospiri che amarvi, e darvi gusto. Assistetemi Voi sempre colla vostra grazia, acciocché io10 vi sia fedele. Ai vostri11 meriti io confido, o Gesù mio.

O Madre del bell'amore, fatemi amare assai questo vostro Figlio, ch'è così amabile e che mi ha tanto amato.




1 [13.] BASILIUS SELEUCIENS., Oratio V, n. 2; PG 85, 79: «Hominum amore nequit expleri Deus».



2 [22.] S. LAUR. IUSTIN., Sermo in festo Nativitatis Domini; Opera, Venetiis 1721, 328: «Quamobrem, o dilectissimi, adeamus cum fiducia, non ad thronum gloriae, sed ad diversorium humanitatis eius... Ibi namque agnoscemus exinanitam maiestatem, verbum abbreviatum, solem carnis nube obtectum, et sapientiam amoris nimietate infatuatam».



3 [27.] PUCCINI V., op. cit., c. 86; Venezia 1642, 157-158: «Pigliava talvolta in questi eccessi amorosi in mano un Crocifisso, e con l'istessa smania d'amore, correndo per il monistero esclamava: O amore, o amore... Onde rivolta a quelle Suore diceva: Non sapete voi

care sorelle che il mio Gesù altro non è che amore? anzi pazzo d'amore. Pazzo d'amore dico che sei, o Gesù mio, e sempre lo dirò».



4 [2.] diceva) dicea VR BR1 BR2.



5 [20.] in dar) di dar VR.



6 [10.] acciocché io) acciocch'io VR.



7 [23.] regnate di tutto) regnate tutto VR.



8 [24.] Matth., 6, 10.



9 [24.] di altri) d'altri VR; d'altro BR1 BR2.



10 [27.] acciocché io) acciocch'io VR.



11 [27.] ai vostri) nei vostri VR BR1 BR2.






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