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S. Alfonso Maria de Liguori
Breve dissertazione… opinione probabile

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6. Lettera di Angelo vescovo di Sansevero

 

Mi è riuscito di sommo piacere leggere l'apologia in cui V.S. illustrissima difende la dissertazione che prima aveva data in luce circa l'uso moderato del probabilismo; ma che vuole che io dica? Sarebbe stato meglio risparmiarsi questa fatica, giacché il suo oppositorepunto né poco aveva colle sue ciance debilitati i due fondamenti della sentenza, cioè che la legge dubbia non obbliga perché non abbastanza promulgata, e che la legge incerta non può indurre obbligazione certa. E per verità, per quanto io sia andato


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sempre bramoso di trovare presso i rigidisti qualche cosa di garbo contro queste due ragioni, o sono rimasto deluso, perché non se l'hanno caricate, oppure ho dovuto ridere, perché non ho trovata altra risposta che questa: Hoc continet laxitatem intolerabilem, e niente più. Merita per certo i nostri ringraziamenti il p. lettore, almeno per questa parte che non ci ha voluto costernare con una di queste oracolari risposte ex tripode, ma con molte e belle parole ci ha fatto finalmente sapere quanto mai può pensarsi e dirsi contro quelle due basi del nostro moderato probabilismo.

 

Intorno alla promulgazione eterna dell'eterna legge il p. lettore va dicendo che vi è la promulgazione causale o virtuale, fatta ab æterno. Ma noi diciamo che questa promulgazione causale o virtuale è una mera non promulgazione, e perciò ab æterno non si è fatta promulgazione alcuna dell'eterna legge. Le confesso la verità che mi sento guastar la fantasia con quella sorta di parole di gran suono e di niun significato. Il p. lettore non trova difficoltà in queste stranezze, ma io non posso determinarmi a dire che la legge eterna sia stata ab æterno promulgata virtualiter aut causaliter, senza soggiungere quella spiegazione che angelicamente mi somministra S. Tomaso stesso: Sed ex parte


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creaturæ audientis et inspicientis non potest esse promulgatio æterna.

 

Quel che mi fa benedire Dio si è che abbia tenuto di sua mano V.S. illustrissima, sicché non le sia venuta la tentazione di rispondere a rima obbligata al p. lettore e quindi uscire dal verso con poco decoro del suo carattere; anzi colla sua moderazione ha fatto conoscere quanto abbia profittato nella lettura di S. Tomaso, da cui ha imparato non solamente la dottrina, ma ancora lo zelo per la verità, armato non d'altro che di quel semplice tranquillissimo sed contra est, ch'è la sola villania, il solo improperio di cui si serve il santo Dottore contro gli eretici, contro gli ebrei, contro i gentili e contro gli atei.

 

Quasi mi era dimenticato avvertirla di non ispaventarsi di quel gran numero di vescovi, di teologi, di confessori, di tutto in somma il saggio mondo, che universalmente seguitano il rigido sistema: i quali forse sono stati numerati in sogno da p. lettore; perché la verità si è che come tra noi in Italia sono alcuni del suo partito, così in Francia stessa non sono pochi quelli che seguitano il moderato probabilismo. Nella Spagna la massima parte sta per noi. Nella Germania rarissimo si troverà chi senta col p. Patuzzi. La supplico di ricordarsi di me nelle sue


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orazioni e soprattutto raccomandarmi al Signore su l'altare, mentre con piena stima mi confermo

Sansevero 25 maggio 1765.

Devotiss. obbligatiss. servo vero

Angelo vescovo di Sansevero.

 




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