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S. Alfonso Maria de Liguori
Consid. ed affetti sovra la Passione

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§ X - Gesù è coronato di spine e trattato da re di burla.

Tunc milites praesidis suscipientes Iesum in praetorium, congregaverunt ad eum universam cohortem: et exuentes eum, chlamydem coccineam circumdederunt ei: et plectentes coronam de spinis posuerunt super caput eius, et arundinem in dextera eius (Matth. XXVII, 27 ad 29). Andiamo ad osservare altri barbari tormenti che quei soldati aggiungono al tormentato Signore. Si uniscono tutti della coorte, gli pongono sulle spalle una clamide rossa - che era un mantello vecchio di cui si vestivano i soldati sopra dell'armi - in segno della porpora regale; gli pongono nelle mani una canna in segno dello scettro, ed un fascio di spine sulla testa in segno di corona, ma a modo di celata che cingeva tutto il capo. E perché le spine coll'opera delle sole mani non entravano più dentro a trafiggere quella sagra testa già prima addolorata da' colpi de' flagelli, prendon le canne, e, sputandogli nello stesso tempo in faccia, gli calcano a tutta forza quella crudel corona: Et exspuentes in eum acceperunt arundinem et percutiebant caput eius (Ibid. 30).

O spine, o creature ingrate, che fate? così tormentate il vostro Creatore? Ma a che rimproverar le spine? O pensieri iniqui degli uomini, voi siete stati quelli che trafitta avete la


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testa del mio Redentore. -Sì, Gesù mio, noi co' nostri perversi consensi abbiam formata la corona delle vostre spine. Or io li detesto e l'abborrisco più che la morte e qualunque altro male. E a voi di nuovo umiliato mi rivolgo, o spine consagrate dal sangue del Figlio di Dio: deh trafiggete quest'anima mia, e rendetela sempre addolorata per avere offeso un Dio così buono! E voi, Gesù amor mio, giacché tanto patite per me, staccatemi dalle creature e da me stesso, sì ch'io possa dire con verità di non esser più mio, ma solo di voi e tutto vostro.

O afflitto mio Salvatore, o Re del mondo, a che vi vedo ridotto! a comparire qual re di scherno e di dolore! ad essere insomma il ludibrio di tutta Gerusalemme! Scorre a rivi il sangue dal capo trafitto del Signore sulla faccia e sul petto. Ammiro, Gesù mio, la crudeltà di cotesta gente che, non contenta di avervi quasi scorticato da capo a piedi, ora vi tormenta co' nuovi strazi e disprezzi; ma più ammiro la vostra mansuetudine e 'l vostro amore, mentre tutto soffrite ed accettate per noi con tanta pazienza: Qui cum malediceretur non maledicebat, cum pateretur non comminabatur; tradebat autem iudicanti se iniuste (I Petr. II, 23). Dovea avverarsi la predizion del profeta, che 'l nostro Salvatore avea da esser saziato di dolori e d'ignominie: Dabit percutienti se maxillam, saturabitur opprobriis (Thren. III, 30).

Ma voi, soldati, non siete sazi ancora? Et genu flexo ante eum illudebant ei, dicentes: Ave rex Iudaeorum (Matth. XXVII, 29). E S. Giovanni dice (XIX, 3): Et veniebant ad eum et dicebant: Ave rex Iudaeorum, et dabant ei alapas. Dopo averlo così tormentato e vestito da re di scena, se gl'inginocchiano avanti e lo deridono dicendogli: Ti salutiamo, o re de' Giudei; e poi alzandosi, con risa e scherni, gli danno più guanciate.- Oh Dio, quel sagrato capo di Gesù stava già tutto addolorato dalla trafittura delle spine, onde ad ogni moto provava dolori di morte; sicché ogni schiaffo o percossa gli era d'un tormento troppo crudele. Va tu, anima mia, e riconoscilo tu almeno per quel supremo Signore del tutto qual veramente egli è; e qual re insieme di dolore e d'amore ringrazialo ed amalo, giacché a questo fine patisce, per essere amato da te.




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