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S. Alfonso Maria de Liguori
Considerazioni...stato religioso

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Consid. XIII. Del zelo della salute delle anime che debbono avere i religiosi.

Chi è chiamato alla congregazione


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del ss. Redentore, non sarà mai vero seguace di Gesù Cristo né si farà mai santo, se non adempirà il fine della sua vocazione e non avrà lo spirito dell'istituto, ch'è di salvare le anime e le anime più destitute di aiuti spirituali, come sono le povere genti della campagna. Questo già fu l'intento della venuta del Redentore, il quale si protestò: Spiritus Dominiunxit me evangelizare pauperibus 1. Ed egli in niun'altra cosa volle provare s. Pietro se l'amava, se non in questa di attendere alla salute delle anime: Simon Ioannis diligis me?…Pasce oves meas 2. Non gl'impose, dice s. Giovan Grisostomo, penitenze, orazioni o altro, ma solo che procurasse salvare le sue pecorelle: Non dixit Christus, abiice pecunias, ieiunium exerce, macera te laboribus; sed dixit: Pasce oves meas. E dichiarò Gesù Cristo, che intendeva come fatto a se stesso ogni beneficio che si facesse al minimo de' nostri prossimi: Amen dico vobis, quandiu fecistis uni ex his fratribus meis minimis, mihi fecistis 3.

Dee perciò ogni soggetto della religione nutrire al sommo questo zelo e questo spirito di aiutare le anime. A questo fine dee ciascuno indirizzare tutti i suoi studj. E quando poi da' superiori sarà impiegato in tal officio, a questo dee mettere tutto il suo pensiero ed attenzione. Non potrebbe già dirsi vero fratello di questa congregazione chi non accettasse con tutto l'affetto questo impiego (quando glie l'imponesse l'ubbidienza) per attendere solo a se stesso, con far vita ritirata e solitaria. E qual maggior gloria d'un uomo, ch'essere cooperatore di Dio, come dice s. Paolo, in questo grande impiego della salute dell'anime? Chi ama assai il Signore non si contenta d'esser solo ad amarlo, vorrebbe tirar tutti al suo amore, dicendo con Davide: Magnificate Dominum mecum et exaltemus nomen eius 4. Per tanto esorta s. Agostino a tutti coloro che amano Dio: Si Deum amatis, omnes ad amorem eius rapite.

Gran fondamento poi di sperare la sua salute eterna ha chi attende con vero zelo a salvare anime: Animam salvasti (dice s. Agostino), animam tuam praedestinasti. E lo Spirito santo ci promette: Cum effunderis esurienti animam tuam (quando ti sarai affaticato per bene di un povero), et animam affictam repleveris (e l'avrai coll'opera tua riempita della divina grazia), implebit splendoribus animam tuam, requiem dabit tibi Dominus 5. Il Signore ti colmerà di luce e di pace. S. Paolo in ciò collocava la speranza della sua eterna salute, nella salute ch'egli procurava degli altri; onde diceva a' suoi discepoli di Tessalonica: Quae est enim nostra spes aut corona gloriae? nonne vos ante Dominum Iesum Christum? 6.




1 Luc. 4. 18.



2 Io. 21. 17.



3 Matth. 25. 40.



4 Ps. 33. 4.



5 Isa. 58. 10.



6 1. Thess. 2. 19.






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