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S. Alfonso Maria de Liguori
Dell'uso moderato dell'opinione probabile

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AL BEATISSIMO E SANTISSIMO PADRE CLEMENTE XIII.

SOMMO PONTEFICE

 

ALFONSO MARIA DE LIGUORI

 

Quel motivo che indusse monsignor di Saint-Ponts a scrivere nella sua celebre lettera a monsignor di Soissons le parole che qui sieguono: «Son cessati i maestri della morale rilassata, ma ad essi son succeduti nuovi maestri, le massime de' quali son molto più insoffribili, ponendo gli uomini nella disperazione. Altro esse far non potrebbero


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che introdurre la corruzion de' costumi. Il numero di coloro che scusano il lor cattivo costume con questo rigorismo che oggi regna e addosso alla morale, il numero (dico) di questi tali è molto maggiore del numero di coloro che han preteso di scusarsi coll'autorità della morale rilassata.» Quello stesso motivo m'indusse tre anni sono a dar fuori una mia dissertazione circa l'uso moderato dell'opinione probabile, appunto per non vedere illaqueate le coscienze di molte anime con gran pericolo della loro eterna salute dall'obbligo che alcuni scrittori oggi vogliono, secondo il lor rigido sistema, esser di precetto grave di non poter seguire in tutte le azioni umane altre sentenze, se non quelle che sono moralmente certe a favor della libertà. Nella mentovata mia dissertazione credetti aver provata evidentemente la sentenza da me difesa coll'autorità de' teologi e specialmente di S. Tomaso l'angelico; e così ancora han creduto meco quei savi che l'han letta e considerata con attenzione e senza passione.

 

Ora, avendola poi veduta acremente impugnata dal rev. padre lettore Gio. Vincenzo Patuzzi, ho stimato necessario di rispondere;


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e penso che le mie risposte renderan più chiaro il punto controverso, poiché elle faran conoscere la debolezza delle opposizioni che alle mie ragioni ha fatte l'avversario. Io mi protesto che in tutto quello che ho scritto in questa materia altro non ho pretesopretendo, se non che si scopra la verità di questa gran controversia, dalla quale dipende la buona o mala direzione delle coscienze di tutti i fedeli.

 

Per tanto, siccome mi diedi l'onore di dedicare negli anni passati l'opera della mia Teologia Morale al ss. pontefice Benedetto XIV vostro antecessore, così al presente mi prendo l'animo di presentare ed umiliare a piedi della Santità Vostra questa mia operetta, come un appendice dell'opera suddetta, acciocché si degni di darle una occhiata ed anche di correggere, moderare o cassare ciò che in essa conoscesse forse che non fosse conforme alle massime del Vangelo o alle regole della cristiana prudenza. Imploro dal Signore alla Santità Sua lunga serie d'anni per lo bene di tutto il mondo cristiano.

 




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