Copertina | Indice: Generale - Opera | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText
S. Alfonso Maria de Liguori
Delle cerimonie della messa

IntraText CT - Lettura del testo
Precedente - Successivo

Clicca qui per nascondere i link alle concordanze

- 800 -


§. 2. Dell'apparecchio alla messa.

Considerazioni sulla passione di Gesù Cristo per l'apparecchio alla messa in ciascun giorno della settimana

 

CONSID. I. PER LA DOMENICA

Gesù va incontro a' suoi nemici, ed è preso e legato.

 

Stando Gesù nell'orto, e sapendo che Giuda co' soldati già si approssimavano per catturarlo e portarlo alla morte, non aspetta che quelli giungano, ma egli stesso va ad incontrarli per darsi nelle loro mani. Stava il nostro amante Redentore ancor bagnato di quel sudore di morte per l'agonia patita nell'orto, ma col cuore tutto ardente di amore ed anelante di patire per noi, onde chiama i discepoli che dormivano e loro dice: Surgite, eamus ecce qui me tradet prope est1.

 

Dunque, mio Salvatore, tanto fu il vostro desiderio di morire per noi, che voi stesso andaste incontro alla morte? Ah Gesù mio, ecco che ora verrò sull'altare a rinnovare lo stesso sacrificio della croce che voi un giorno consumaste sul monte Calvario. Quanto mi dispiace d'aver disprezzato voi che tanto mi avete amato, sino a farmi vostro sacerdote! Per lo passato io vi ho voltate le spalle, ma ora altro non desidero che di stare unito con voi. Deh! prima che questa mattina entriate nel mio petto, perdonatemi tutte le amarezze che vi ho date, ch'io abborrisco sovra ogni male. Deh! non permettete, amato mio Redentore, ch'io di nuovo abbia a darvi disgusto. V'amo, Gesù mio, morto per me; v'amo, mio Dio, degno d'infinito amore; v'amo, unico mio bene, e lascio tutto per amor vostro. Deus meus et omnia. Voi solo mi bastate.

 

Eterno Padre, vi offerisco questo sacrificio per tutti i doni fatti a Gesù come uomo, alla b. Vergine ed a tutti i santi miei avvocati. Vi raccomando il sommo pontefice, il re nostro padrone, i miei parenti, benefattori, amici e nemici. Vi raccomando ancora gl'infedeli, gli eretici, e tutti i peccatori che vivono in disgrazia vostra; date loro luce ed aiuto per uscire da sì miserabile stato. Ed a me, giacché (come spero) mi avete restituito nella vostra grazia, date la s. perseveranza. E voi, madre della perseveranza, Maria, non lasciate mai di pregar Gesù per me.

 

CONSID. II. PER IL LUNEDÌ

Gesù è presentato a Caifas ed è condannato a morte.

 

L'iniquo pontefice, non trovando testimonj per condannare l'innocente Signore, cercò dalle di lui stesse parole trovar materia di dichiararlo reo; onde l'interrogò in nome di Dio: Adiuro te per Deum vivum, ut dicas nobis, si tu es Christus Filius Dei2. Gesù, udendo scongiurarsi in nome di Dio, dichiarò la verità, e rispose: Ego sum; et videbitis Filium hominis


- 801 -


sedentem a dextris virtutis Dei, et venientem cum nubibus coeli1. Caifas in sentir ciò si lacera le vesti e dice: A che servono più testimonj? avete intesa la bestemmia che ha detta? Tunc princeps sacerdotum scidit vestimenta sua, dicens: Blasphemavit: Quid adhuc egemus testibus2? Indi dimandò agli altri sacerdoti: Quid vobis videtur? e quelli risposero: Reus est mortis. Ma questa sentenza fu già prima data dall'eterno Padre, quando Gesù offerissi a pagare la pena de' nostri peccati. Gesù mio, vi ringrazio ed amo.

 

Pubblicata l'iniqua sentenza, tutti in quella notte si affaticano a tormentarlo: chi gli sputa in faccia, chi lo percuote co' pugni, e chi gli più schiaffi, deridendolo come falso profeta: Tunc expuerunt in faciem eius, et colaphis eum caeciderunt; alii autem palmas in faciem eius dederunt, dicentes: Prophetiza nobis, Christe, quis est qui te percussit3? E, come soggiunge s. Marco, gli cuoprono il sagro volto con un panno rozzo, e così poi a vicenda lo percuotono.

 

Ah Gesù mio, quante ingiurie avete sofferte per me, per soddisfare all'ingiurie che ho fatto a voi! V'amo, bontà infinita. Mi dolgo sommamente di avervi così disprezzata. Perdonatemi e datemi la grazia di esser tutto vostro. Io tutto vostro voglio essere, e voi l'avete da fare. Voi ancora me l'avete da ottenere colle vostre preghiere, o avvocata e speranza mia Maria.

 

CONSID. III. PER IL MARTEDÌ

Gesù è deriso da Erode ed è posposto a Barabba.

 

Venuta la mattina, i giudei conducono Gesù a Pilato, acciocché di nuovo lo condanni e lo faccia morire. Pilato, dopo avere esaminati tutti i delitti de' quali accusavano l'innocente Signore, rispose ch'egli non trovava ragione di condannarlo: Ego nullam invenio in eo causam4. E per liberarsi dagl'insulti de' sacerdoti che persistevano a volerlo morto, sentendo che Gesù era galileo, suddito di Erode, ad Erode lo rimise. Erode desiderava di vedere Gesù, sperando di vedere alcuno de' tanti prodigj che aveva intesi essersi operati dal Salvatore; onde, essendogli stato condotto davanti, gli fece più interrogazioni; ma il Signore affatto non gli rispose. E perciò Erode colla sua corte trattandolo da pazzo, lo fa vestire per derisione con una veste bianca, e così lo rimanda a Pilato: Sprevit autem illum Herodes cum exercitu suo, et illusit indutum veste alba, et remisit ad Pilatum5. Dunque giustamente, Gesù mio, predisse Isaia, che voi dovevate in questa terra esser trattato come l'ultimo e 'l più vile degli uomini, novissimum virorum. Ma giacché voi, mio Redentore e Dio, avete voluto essere così disprezzato per me, io accetto ed abbraccio tutti i disprezzi che mi saran fatti dagli uomini, e non voglio più risentirmi, come ho fatto per lo passato, con tanto disgusto vostro.

 

Misero Erode! egli colla sua iniquità si rendé indegno che Gesù gli parlasse. Gesù mio, così meritava ancor io che non mi parlaste più o mi abbandonaste: ma no, per pietà, parlatemi: Loquere, Domine, quia audit servus tuus. Per lo passato io non ho voluto sentirvi; ma ora, perché; v'amo, voglio ubbidirvi in tutto; ditemi


- 802 -


quel che volete da me, che in tutto voglio contentarvi. Ah Signore, quando sarà che mi vedrò tutto vostro e non più mio? No, che non voglio più resistere alle vostre amorose chiamate. O Maria, le vostre preghiere sono onnipotenti; pregate il vostro Figlio che mi renda qual egli mi desidera.

 

CONSID. IV. PER IL MERCOLEDÌ

Gesù è flagellato ed è coronato di spine.

 

Pilato conosce l'innocenza di Gesù, ma per contentare i giudei lo condanna a' flagelli, sperando così di liberarlo almeno dalla morte. Gesù accetta quel gran tormento per soddisfare i nostri peccati di senso. Qui avverossi quel che predisse il profeta: Ipse autem vulneratus est propter iniquitates nostras, attritus est propter scelera nostra1. Io dunque co' miei peccati, mio Salvatore, non i flagelli, vi lacerai le carni; se meno avessi peccato, meno voi sareste stato tormentato. V'amo, mio sommo Bene, e mi pento con tutto il cuore d'avervi così disprezzato.

 

Non contenti di ciò i giudei, inducono i soldati a coronarlo di spine ed a trattarlo da re di burla. Lo spogliano di nuovo delle sue vesti, gli pongono sulle spalle una veste rossa, una canna in mano ed un fascio di spine sulla testa. Amato mio Redentore, i miei iniqui consensi al peccato furono le spine crudeli che allora vi trafissero con tanto dolore. Li detesto ora e li odio sopra ogni male. Indi lo burlavano, salutandolo re de' giudei, e poi schiaffeggiandolo illudebant ei dicentes: Ave, rex iudaeorum2. Aggiunge s. Giovanni: Et dabant ei alapas3. Ah! Gesù mio, ora voi altra comparsa non fate che di re di scherno e di dolore; ma io vi riconosco per mio vero re e signore, e vi ringrazio e v'amo sopra ogni bene. V'amo, Gesù mio, flagellato per me, e coronato di spine per me. Deh fate ch'io lasci tutto per non amare altro che voi. O Maria, madre di Dio, pregate Gesù per me.

 

CONSID. V. PER IL GIOVEDÌ

Pilato dimostra Gesù al popolo dicendo: Ecce Homo.

 

Essendo stato condotto di nuovo Gesù a Pilato, Pilato lo vide così lacerato dalle ferite, che si persuase di muoverne a compassione i giudei con farglielo vedere. Onde uscì alla loggia, portando seco l'afflitto Salvatore, e disse al popolo: Ecce homo. Allora comparve Gesù coronate di spine e coperto alle spalle di quella veste rossa: Exivit ergo Iesus portans coronam spineam et purpureum vestimentum4. Mira ancor tu, anima mia, il tuo Redentore su quella loggia, e pensa a che si è ridotto il tuo amante pastore per salvare te pecorella perduta. Gesù mio, vi ringrazio. Misericordias tuas, Domine, in aeternum cantabo.

 

Ma i giudei in vederlo, in vece di compatirlo, si mettono a gridare: Crucifige, crucifige eum. Pilato tuttavia cerca di liberarlo, conoscendolo innocente; ma quelli seguitano ad esclamare: Tolle, tolle, crucifige eum. Ah Gesù mio, anch'io un tempo in certo modo vi volli morto per me, discacciandovi dall'anima mia; ma voi con tutto ciò avete voluto dar la vita in croce per perdonarmi. Caro mio Redentore, conosco il torto che vi ho fatto, e vorrei morirne di dolore. Mi dolgo con tutta l'anima, o bontà infinita, d'avervi così disprezzato per


- 803 -


lo passato; ma ora v'amo sovra ogni cosa, e stimo più la grazia vostra che tutti i beni del cielo e della terra; ed a che servono tutti i beni del mondo senza la grazia vostra? Voi mi avete amato sino alla morte, e sino alla morte voglio amarvi ancor io. Datemi voi la s. perseveranza, datemi il vostro s. amore, fate che ne' giorni che mi restano non vi dia più disgusto e non pensi ad altro che ad amarvi.

 

O sangue di Gesù, inebriatemi tutto di santo amore: o morte di Gesù, fatemi morire ad ogni amore terreno. Amato mio Salvatore, liberatemi dall'inferno tante volte da me meritato; nell'inferno io non vi potrei più amare ed avrei da maledire il vostro sangue, la vostra morte e tutte le grazie che mi avete fatte. No, Gesù mio, io vi voglio amare, e voi solo voglio amare. Datemi la grazia di amarvi e poi disponete di me come vi piace. O madre de' peccatori, Maria, soccorrete un peccatore che vuole amare Dio, ed a voi si raccomanda. Voi esaudite ognun che vi prega, esaudite me ancora per amore di Gesù Cristo che voi tanto amate.

 

CONSID. VI. PER IL VENERDÌ

Gesù è condannato da Pilato a morte, e porta la croce al Calvario.

 

Ecco Pilato siede già in tribunale e condanna Gesù a morir crocifisso. Si legge l'ingiusta sentenza fatta da Pilato, ma prima determinata dall'eterno Padre che volle morto il Figlio per la nostra salute; Gesù l'ascolta, e tutto rassegnato al divino volere umilmente l'accetta per liberarci colla sua morte dalla morte eterna da noi meritata: Humiliavit semetipsum factus obediens usque ad mortem mortem autem crucis1. Amato mio Redentore, voi accettate la morte per donare a me la vita eterna; se voi non foste morto per me io già sarei perduto per sempre. Ve ne ringrazio, amor mio; la vostra morte è la speranza mia. E giacché voi, mio Dio, avete accettato la morte per amor mio, io accetto per amor vostro la morte mia nel modo e tempo come a voi piacerà, con tutte le pene che l'accompagneranno; vi prego a darmi la grazia di morire col desiderio di darvi gusto e far la vostra volontà.

 

Ecco, Gesù esce già dalla casa di Pilato colla croce sulla spalla, e va al Calvario, luogo del suo supplicio. Ecco il grande spettacolo, che un giorno vide il mondo, un Dio, il Creatore del tutto che muore per le sue creature! Ah Gesù mio Salvatore, o amore dell'anima mia, voi in questo viaggio andate a morire per me, io non voglio lasciarvi, voglio seguirvi, e morire insieme con voi. Misero! per lo passato io vi ho disprezzato, e vi ho voltate le spalle; ma ora v'amo sovra ogni bene, e mi pento con tutto il cuore d'avervi offeso, e vi prometto di non lasciarvi più sino alla morte. Io vi abbraccio con tutto l'affetto, e così abbracciato voglio vivere e morire. Deh! non mi abbandonate mai colla vostra grazia; e non mi abbandonate mai voi colla vostra intercessione, o mia cara avvocata e protettrice Maria.

 

CONSID. VII. PER IL SABBATO

Gesù muore in croce consumato da' dolori alla presenza della sua afflitta madre Maria.

 

Subito che Gesù arriva sul Calvario, i carnefici destinati di nuovo lo spogliano delle sue vesti e lo gittano sulla croce; Gesù stende le mani, ed


- 804 -


offerisce all'eterno Padre il gran sagrificio di se stesso per la salute degli uomini.

 

Ecco già prendono i chiodi ed i martelli, e trafiggendogli da parte a parte le mani e i piedi, l'attaccano alla croce ed ivi lo lasciano a morire. O uomini, uomini! deh, come guardando su quel legno infame il vostro Dio che muore per vostro amore, potete guardarlo e vivere senza amarlo!

 

Gesù in croce! Ecco l'ultima comparsa che fa su questa terra il signore del mondo! Ecco la pruova dell'amor di Dio verso di noi! S. Francesco di Paola, contemplando un giorno Gesù in croce, si pose ad esclamare: O Dio carità! O Dio carità! O Dio carità! Ah sì che niuno mai potrà né spiegarecomprendere la grandezza dell'amore dimostrato da questo Dio verso di noi, in voler morire per noi misere ed ingrate sue creature.

 

E pure sapendo io ciò, Gesù mio, ho disprezzato il vostro amore ed ho rinunziato alla vostra grazia. Ma il vostro sangue è la speranza mia. Mi pento sovra ogni male, Gesù amor mio, di avervi voltate le spalle; vi amo con tutta l'anima mia, vi amo sovra ogni cosa, e vi prometto da oggi avanti di non amare altri che voi.

 

Accostati, anima mia, umiliata ed intenerita a quella croce ove pende il tuo moribondo Signore. Bacia quell'altare in cui vuol morire per te sagrificato e consumato da' dolori il tuo medesimo Creatore. Bagnati con quel sangue che scende da quei piedi sagrati; con quello lava i tuoi peccati, e da quello spera ogni bene. Caro mio Gesù, io non voglio essere più mio, voglio esser vostro e tutto vostro. Ditemi che volete da me, che tutto voglio farlo. Io tutto spero dalla vostra bontà. E tutto ancora spero dalla vostra protezione, o madre mia Maria.

 




1 Marc. 14. 32.



2 Matth. 26. 63.

1 Marc. 11. 62.



2 Matth. 26. 65.



3 Matth. 26. 67. et 68.



4 Io. 28. 28.



5 Luc. 23. 11.

1 Isa. 53.



2 Matth. 27



3 Io. 19. 3.



4 Ibid. 5.

1 Philip. 2. 8.




Precedente - Successivo

Copertina | Indice: Generale - Opera | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText

IntraText® (V89) © 1996-2006 Èulogos