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S. Alfonso Maria de Liguori
Dissertazioni teologiche-morali

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§. 3. Del segno della croce precedente alla venuta del giudice.

 

9. S. Matteo, dopo aver predetti i varj segni che precederanno al giudizio universale, dice: Tunc parebit signum Filii hominis in coelo, et tunc plangent omnes tribus terrae, et videbunt Filium hominis venientem in nubibus coeli, cum potestate magna et maiestate4. Si dimanda per 1., che cosa s'intende per questo segno del Figlio dell'uomo? L'autore dell'opera imperfetta5 stima che questo segno non sarà altro che lo stesso corpo glorioso di Gesù Cristo segnato colle cicatrici delle sue piaghe. Ma i ss. padri espongono, esser quel segno la croce di Cristo: s. Cirillo Gerosolimitano scrive: Signum autem verum et Christi proprium crux est demonstrans eum qui prius crucifixus fuit6. S. Giovan Grisostomo sulle citate parole Tunc parebit signum Filii hominis, scrive: Id est crux sole splendidior; siquidem sol obtenebratur, et absconditur, crux autem apparet, neque appareret, nisi solaribus longe radiis splendidior esset7. Nello stesso modo esposero il testo di s. Matteo, s. Ilario e s. Girolamo, e tutti gli altri padri latini e greci; e così l'espone anche la chiesa, cantando nella festa dell'esaltazione della s. croce: Hoc signum crucis erit in coelo, cum Dominus ad iudicandum venerit. Estio poi nel luogo citato scrive: Hoc signum est, a quo s. Michael in officio ecclesiastico signifer appellatur; e danno quest'onore a s. Michele, come principe della milizia celeste. Dopo ciò scrive Estio, che, secondo la sentenza di molti padri, Gesù Cristo riterrà i segni visibili delle sue sante piaghe, visibili a tutti nel giorno del giudizio.

 

10. Si dimanda per 2. In qual tempo apparirà questo segno della croce? Si risponde, che secondo la sentenza più comune egli apparirà allorché il mondo sarà già ridotto in cenere, e gli uomini già risorti compariranno nella valle di Giosafat per esser giudicati. Tutti essi allora vedranno il giudice che viene, col segno della croce che lo precede. Né osta che s. Matteo scriva che la croce apparirà dopo l'oscuramento del sole, e prima che gli angeli abbiamo congregati gli uomini; dunque il segno della croce prima che gli uomini siano risorti? no, perché la scrittura non sempre quelle cose, che avvengono nello stesso tempo, le riferisce collo stesso ordine con cui: succedono, e ciò ben si dichiara dal medesimo s. Matteo,


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dicendo nello stesso luogo: Tunc parebit signum Filii hominis in coelo, et tunc plangent omnes tribus terrae; et videbunt Filium hominis venientem in nubibus etc. Ecco spiegato chiaramente, che gli uomini vedranno Gesù Cristo dopo che saranno risorti.

 

11. Si dimanda per 3., se allora apparirà la stessa croce in cui morì il Signore, o pure il solo segno di quella formato da qualche nube, o dall'aria stessa? Il cardinal Gotti scrive, che molti degli autori moderni, citando a lor favore s. Cirillo, s. Efrem, s. Grisostomo, e s. Paolino1, tengono che comparirà la stessa croce dove Gesù Cristo spirò, e ne recano più congruenze: primieramente perché quella croce non apparirà che per consolazione degli eletti, e per confusione de' reprobi; ed a ciò sarà più atta la stessa croce, che la sua figura: per secondo dicono che così riuscirà più glorioso il trionfo di Gesù Cristo in fare apparir quello stesso legno, dov'egli lasciò la vita. Ma tutto ciò non ostante, s. Tommaso scrive che non apparirà la croce, ma il segno di quella: Veniente Domino ad iudicium, signum crucis, et alia passionis indicia demonstrabuntur: ut impii videntes in quem confixerunt, doleant et crucientur; et ii, qui redempti sunt, gaudeant de gloria Redemptoris2. E così ancora tengono s. Grisostomo, s. Agostino, s. Cirillo, e s. Girolamo3; e lo stesso tiene Estio con Prudenzio, Eutimio e Teofilatto; ed a questa sentenza aderisce la s. chiesa, dicendo nella festa della santa croce: Hoc signum crucis erit in coelo. E soggiunge il card. Gotti nel luogo citato, che l'opposta sentenza non si ricava per certa da' padri citati, perché s. Cirillo in altro luogo4 parla del solo segno della croce: Prudenzio e s. Efrem poi tengono la contraria per solo probabile. Onde la sentenza di s. Tommaso per ogni verso pare che sia la più probabile; tanto più che per sostenere la contraria avrebbero da moltiplicarsi più miracoli, specialmente per raccogliere ed unire insieme la vera croce di Gesù Cristo, la quale ora si trova divisa in tante particole per tutta la terra. Aggiunge il cardinal Gotti5, che allora insieme col segno della croce appariranno ancora gli altri segni della passione, come de' flagelli, de' chiodi, delle spine, e della lancia.

 




4 Matth. 24. 30.



5 Hom. 49. in Matth.



6 Catech. 15.



7 Homil. 76. alias 77. in Matt.

1 S. Cyr. Catech. 13. et 15. s. Ephrem de ver. poenit. c. 3. et 4. s. Chrys Hom. 77. in Matth. s. Paulin. carm. 26.



2 S. Thom. opusc. 2. p. 1. c. 244.



3 S. Chrys. Hom. 1. de Cruce s. Aug. tr. 118. in Io. s. Cyr. Hier. vide loc. cit. Cat. 13. s. Hieron. in Matth.



4 Ad Constantium n. 6.



5 Qu. 2. dub. 1. n. 15.






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