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S. Alfonso Maria de Liguori
Foglietto di cinque punti...nelle Missioni

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PUNTO V. Della rovina di quelle anime che per rossore lasciano di confessare i loro peccati.

 

1. Inoltre nella missione bisogna fortemente e più volte inculcare il punto di vincere la vergogna nel confessare i peccati. Chi è pratico di missioni ben intende che per questa maledetta vergogna l'inferno fa grande acquisto d'anime. Onde questo è il maggior frutto delle missioni: le quali per tal motivo ne' paesi di campagna non solo sono utili, ma precisamente necessarie; perché in tali paesi i confessori sono pochi e per lo più parenti o amici, onde il rossore ha più forza ne' paesani di far loro tacere i peccati.

 

2. È una compassione il vedere quante anime guadagna il demonio per questa via, specialmente in materia di peccati disonesti, ne' quali il nemico in atto di commetterli fa perdere il rossore, ma poi lo mette innanzi quando la persona se li ha da confessare. Di ciò appunto parlando s. Antonino narra che un santo romito vide una volta il demonio in una chiesa dintorno ad alcuni che voleano confessarsi, e gli dimandò che facesse colà. Rispose il nemico: «A costoro, acciocché commettessero il peccato, io tolsi il rossore; ora loro lo rendo, acciocché non se lo confessino». Quindi scrive s. Grisostomo: Pudorem dedit Deus peccato, confessioni fiduciam: invertit rem diabolus; peccato fiduciam praebet, confessioni pudorem.

 

3. Oh Dio! sorella mia, hai fatto il male: se non te lo confessi, certamente sei dannata: ora perché non te lo confessi? Rispondi: mi vergogno. E per non vincere questa vergogna vuoi esser dannata per tutta l'eternità nel fuoco dell'inferno? È vergogna offendere questo Dio così buono che ci ha creati; ma non è vergogna il confessarsi di averlo offeso. Ma giacché vuoi tacere il peccato, almeno lascia di confessarti; al


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peccato fatto vuoi aggiungere il sacrilegio della mala confessione? Intendi quel che fai, facendo un sacrilegio? Al peccato già fatto, col quale ti hai meritato l'inferno, non vi è altro rimedio per te che il sangue di Gesù Cristo, che ti laverà l'anima, se ti confessi bene; ma tu, con tacere il peccato ti metti sotto i piedi il sangue di Gesù Cristo medesimo.

 

4. Ora è venuta la missione: questa è buona occasione di confessarti ora ad un sacerdote che non ti conosce; e finita che sarà la missione, tu non lo vedrai più ed esso non vedrà più te; non valendotene, forse Dio non te la concederà più in appresso, e così sarai dannata. Pensa che se ora non ti confessi, il demonio piglierà assoluto possesso dell'anima tua; e Dio forse ti abbandonerà, e non vi sarà più speranza per te. Via su, fatti animo, va subito a confessarti; che paura hai? Ma ecco i pretesti dettati dal demonio.

 

5. Il mio confessore che dirà mai in sentire questa mia caduta? Che dirà? dirà che sei stata debole, come sono tanti altri che vivono in questa terra; dirà che hai fatto male a peccare, ma poi hai fatta un'azione gloriosa col vincere la vergogna con confessarti. Ma egli non lascerà almeno di farmi una forte sgridata. Non signore: perché hai da sgridarti? sappi che i confessori non possono avere maggior consolazione che trovare una penitente che si confessa l'errore commesso, mentre così può sicuramente assolverla e liberarla dall'inferno.

 

6. Ma io non oso, replica quella penitente, palesare questo mio peccato al mio padre spirituale. E tu dillo ad un altro confessore di questo paese o di un altro paese. Ma se il confessore mio sa ch'io sono andata a confessarmi ad un altro, l'avrà a disgusto e forse non vorrà più confessarmi. E tu, per non dare disgusto al tuo confessore, vuoi fare un sacrilegio e restar dannata? Se vai all'inferno, te ne potrà cacciar poi il tuo confessore?

 

7. Ma chi sa se quest'altro confessore non abbia a pubblicare ad altri questo mio peccato? Ma che pazzia è questa di voler sospettare che il confessore voglia commettere una scelleraggine così grande di rompere il sigillo della confessione e manifestare ad altri il tuo peccato? A quanti confessori forse hai da palesare la tua colpa? basta che tu lo dica una sola volta ad un solo sacerdote, il quale, come sente il tuo peccato, ne sente cento altri simili da altri penitenti. Ma come tu hai tanti timori irragionevoli, e poi non hai timore di restar dannata, non confessando la tua colpa, che ti farà sempre stare sconsolata e senza pace; poiché, tacendo il tuo peccato, ti resterà nell'anima una vipera che ti roderà il cuore per tutta la tua vita in questa terra e per tutta poi l'eternità dopo morte nell'inferno.

 

8. Via su, fatti animo e palesa al confessore tutta la tua coscienza; e subito che ti sarai confessata, ricupererai la pace perduta e per sempre ringrazierai Dio che ti ha data la forza di vincere il demonio. Presto discaccia questa vipera dall'anima tua, che ti fa stare così afflitta, confessati, su, fa pace con Dio. E sentimi, basterà che tu dica al confessore: Padre, tengo un certo scrupolo della vita passata, ma ho rossore di dirlo. Di' così: ché sarà peso del confessore


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di liberarti da questa serpe che ti mantiene dannata senza andare all'inferno.

 

9. Ho voluto qui notare praticamente questi pretesti pei quali tante povere anime taciono i peccati e si dannano. Ma perché questa maledetta vergogna regna per tutto, specialmente nelle donne, perciò bisogna far loro intendere le risposte notate di sopra ai falsi pretesti che mette loro davanti gli occhi il demonio per tacere i peccati.

 

10. Del resto io ben so che in tutte le missioni ordinariamente si fa una predica a parte su questo punto di non tacere alcuna colpa per rossore: ma io dico che in questo punto così importante non basta neppure una predica intiera. Primieramente perché a tale predica non si troveranno quelle anime che ne han più bisogno: secondariamente perché a quelle persone che per molto tempo han taciuti i peccati non basta il sentir parlare del rimedio una sola volta, bisogna che il predicatore batta spesso su questa materia, ch'io stimo la più importante a trattarsi nelle missioni; poiché dentro le stesse missioni molte persone, con tutto che sien venute alle prediche, han seguitato a tacere i peccati. Predicando specialmente a' conservatorj di donne, dove si trovano mescolate molte zitelle e maritate in riserba, ma perché ivi le occasioni di peccare sono più frequenti, più frequenti ancora sono i peccati; tanto più che in tai luoghi è loro più difficile avere quel confessore con cui han minor ripugnanza di confessarsi: onde ivi bisogna più spesso toccar questo punto di non tacere i peccati per vergogna; e giova molto atterrire chi sente con esempj funesti.

 

11. In tutte le missioni pratichiamo noi della nostra congregazione di far narrare ogni giorno da chi fa il catechismo un esempio funesto di persone dannate per aver taciuto i peccati. Di questi casi spaventosi se ne leggono molti presso buoni autori, ed io ne ho riferiti molti in fine della mia Istruzione al popolo. Quindi stimo bene che il predicatore della missione per lo più si vaglia di tali esempj funesti. Del resto questo foglietto può servire non solo a chi fa la predica, ma anche a chi fa l'istruzione o la meditazione ed anche a chi gli esercizj a' preti; poiché fra quelli facilmente si troveranno parrochi o quaresimalisti o altri sacerdoti che amano di predicare con frutto.

 

 




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