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S. Alfonso Maria de Liguori
Glorie di Maria

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AVVERTIMENTO AL LETTORE.

Acciocché la presente mia Operetta non abbia ad incontrare qualche taccia presso de' troppo critici, ho stimato mettere in lume più chiaro qualche proposizione, che in essa può incontrarsi, e sembrare avanzata o forse oscura. Ne ho notate qui alcune, che le altre, se mai, caritativo lettore, verranno sotto l'occhio, ti prego giudicare essere da me dette ed intese nel senso della vera e soda Teologia e della S. Chiesa Cattolica Romana, di cui mi protesto figlio ubbidientissimo.

Nell'introduzione pertanto alla pagina 18 riferendomi al cap. V del libro, ho detto che Iddio vuole che tutte le grazie ci provenghino per mano di Maria. Or questa è una verità di gran consolazione per


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le anime teneramente affezionate a Maria SS., e per li poveri peccatori che vogliono convertirsi. Né dee parere a alcuno aliena dalla sana Teologia; imperocché il padre di quella, cioè S. Agostino (Lib. de sancta virginitate, cap. 6) dice con generale sentenza, che Maria ha cooperato per mezzo della sua carità alla nascita spirituale di tutti i membri della Chiesa: Mater quidem spiritu, non capitis nostri, quod est ipse Salvator, ex quo magis illa spiritualiter nata est: quia omnes, qui in eum crediderint, in quibus et ipsa est, recte filii sponsi appellantur; sed plane Mater membrorum eius quae nos sumus, quia cooperata est caritate, ut fideles in Ecclesia nascerentur, quae illius capitis membra sunt.1 E un autor celebre, e niente sospetto di essere troppo esagerante, o per fantasia accesa falsamente divoto (Mons. Nicole, Istruzioni teologiche e morali sopra l'orazione domenicale, salutazione angelica, ecc., Istr. 3, c. 2) soggiunge: Come fu propriamente sul Calvario che Gesù Cristo ha formato la sua Chiesa, egli è chiaro che la santa Vergine ha cooperato in una maniera eccellente e singolare a sì fatta formazione. E nella stessa maniera può dirsi che se ella avea partorito Gesù Cristo capo della Chiesa senza dolore, non ha poi partorito senza dolore il corpo di questo capo. Ond'ella ha cominciato sul Calvario ad essere di una maniera particolare Madre di tutta la Chiesa.2 Adunque, per dir tutto in breve, Iddio santissimo per glorificare la Madre del Redentore, ha determinato e disposto che la grande carità di lei preghi per tutti coloro, per li quali ha il divino suo Figlio pagato ed offerto il soprabbondantissimo prezzo del di lui prezioso sangue, nel quale solo est salus, vita et resurrectio nostra. 3

E sul fondamento di questa dottrina, e su quanto con essa si accorda, ho inteso dire le mie proposizioni (Part. I, pag. 159, 161, 205, 210, 232, etc.), le quali anche i santi ne' colloqui affettuosi fatti con Maria e ne' fervorosi discorsi fatti di Maria non hanno avuta difficoltà di asserire. Onde un antico Padre appresso il celeberrimo Vincenzo Contenson (Theolog. mentis et cordis, tom. 2, lib. 10, dissert. 6, cap. 1, Speculat. 2, in Reflexiones) ha scritto: In Christo fuit plenitudo gratiae sicut in capite influente; in Maria vero sicut in collo trasfundente.4 Il che chiaramente


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è insegnato dall'Angelico maestro S. Tommaso (Opusc. Exposit. in salut. ang. circa med.), che conferma tutto: Dicitur autem beata Virgo plena gratiae, quantum ad tria... Tertio quoad refusionem in omnes homines. Magnum enim est in quolibet sancto, quando habet tantum de gratia quod sufficit ad salutem multorum: sed quando haberet tantum quod sufficeret ad omnium hominum de mundo, hoc esset maximum; et hoc in Christo et in beata Virgine. Nam in omni periculo potes salutem obtinere ab ipsa Virgine gloriosa. Unde (Cantic. IV): Mille clypei, id est remedia contra pericula, pendent ex ea. Item in omni opere virtutis potes eam habere in adiutorum, et ideo dicit ipsa (Eccli. XXIV). In me omnis spes vitae et virtutis.5




1 Invece di «membrorum eius, quae nos sumus», si legge: «membrorum eius, quod nos sumus». S. AUGUSTINUS, Liber de sancta virginitate, cap. 6, n. 6. ML 40-399.

2 «Comme c'est proprement sur le Calvaire que Jésus-Christ a formé son Eglise, il est clair que la sainte Vierge a coopéré d'une maniére excellente et singuliére à cette formation; et ainsi on peut dire que si elle avait enfanté Jésus-Christ, Chef de l'Eglise, sans douleur, elle n'a pas enfanté sans douleur le corps de ce Chef, mais plutôt avec des peines dont il n'y a que Dieu qui sache la mesure. - Ainsi on peut dire de la sainte Vierge qu'elle a commencé sur le Calvaire d'étre d'une manière particulière la Mère de toute l'Eglise.» Instructions théologiques et morales sur l'Oraison dominicale, la Salutation angélique, etc., par feu Monsieur NICOLE, Paris, 1725. Troisième instruction, ch. 2, pag. 98, 99.

3 In festo Exalt. S. Crucis, Introitus.

4 Vincentius CONTENSON, O. P., Theologia mentis et cordis, lib. 10, Dissertatio 6, cap. 1, Speculatio 2, Reflexio (in fine): «Addit Hieronymus: «Ceteris per partes praestatur gratia, Mariae vero se totam infundit gratiae plenitudo. In Christo fuit plenitudo gratiae sicut in capite influente, in Maria vero sicut in collo transfundente.» - Vedi Appendice, 1.

5 S. THOMAS, Devotissima expositio super salutatione angelica. Opera, Romae, 1570, tom. 17, Opusculum 8, fol. 75, col. 3 et 4.




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