Progetto EUGLOREH
LO STATO DI SALUTE NELL’UNIONE EUROPEA:
VERSO UN’EUROPA PIÙ SANA

SINTESI DEI RISULTATI

2. IL CONTESTO ALLARGATO DELLA SALUTE

2.7. Industria, agricoltura, pesca e risorse naturali

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2.7. Industria, agricoltura, pesca e risorse naturali

Negli ultimi vent’anni, la crescita economica ha prodotto un aumento di dieci volte nell’uso di risorse (spesso importate) nell’UE, un livello di consumo che sarà difficile sostenere per lungo tempo. La produzione industriale sta crescendo in tutta Europa, e l’industria rimane un settore molto importante dell’economia. La sfida principale dei Paesi Occidentali è di assicurare una migliore protezione dell’ambiente, pur mantenendo una base di competitività industriale, soprattutto perché i settori più inquinanti dell’industria manifatturiera (miniere e chimica) tendono a mostrare una crescita più marcata rispetto alla crescita industriale media. Nei Paesi dell’Europa Centrale e Orientale l’industria consuma più energia rispetto all’Europa Occidentale; tuttavia, l’efficienza energetica sta generalmente migliorando in questi Paesi ad un passo più rapido che nell’Europa Occidentale. Nonostante le diverse condizioni, la specializzazione e l’intensificazione dell’agricoltura e dell’allevamento hanno un andamento comune in tutta Europa, e generalmente comportano un’importante pressione ambientale, che consiste prevalentemente in erosione del suolo, stress idrico e grave declino della biodiversità. L’area totale delle foreste in Europa sta crescendo circa dello 0,5% all’anno (specialmente nella regione del Mediterraneo) ma le condizioni delle foreste stanno peggiorando sempre di più a causa dell’acidificazione e della perdita di qualità del suolo e più del 20% degli alberi è oggi classificato come danneggiato. Molte specie di pesce marino sono al di sotto del livello di sostenibilità da parte delle loro popolazioni a causa di un eccesso della pesca da parte di flotte efficienti e modernizzate. L’acquacoltura, specialmente quella marina, è cresciuta drammaticamente nell’Europa Occidentale, raggiungendo una produzione totale di oltre 2 milioni di tonnellate nel 2000. Il maggior rischio ambientale, con questo sviluppo, risiede nel più ampio impatto sullo stato nutrizionale delle acque e sulle popolazioni selvatiche.