Progetto EUGLOREH
LO STATO DI SALUTE NELL’UNIONE EUROPEA:
VERSO UN’EUROPA PIÙ SANA

SINTESI DEI RISULTATI

4. MORBILITA’ E DISABILITA’ NELLA POPOLAZIONE DELL’UE

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4. MORBILITA’ E DISABILITA’ NELLA POPOLAZIONE DELL’UE

Considerando che le persone anziane sono in genere molto più suscettibili dei giovani ad una varietà di malattie, non sorprende che persone che vivono più a lungo non siano necessariamente più sane. Questo si riflette nel fatto che la discrepanza di genere per anni di vita in buona salute a favore delle donne appare molto minore, cioè meno di due anni, rispetto alla differenza di longevità totale, cioè 6 anni.

 

Infatti, il peso della morbilità sta crescendo considerevolmente nel tempo, come conseguenza di:

aumento del tempo di sopravvivenza per malattie che precedentemente erano più letali;

comparsa di malattie non fatali (es. respiratorie, allergie da cibo e da contatto e malattie dermatologiche diverse dal tumore della pelle) e malattie potenzialmente fatali (es. malattie cerebrali e mentali) per le quali non sono disponibili terapie adeguate;

sviluppo di nuove epidemie come quelle causate da depressione, diabete, sovrappeso ed obesità.

 

Inoltre, la più importante minaccia di malattie trasmissibili in Europa è rappresentata dal numero crescente di ceppi di microrganismi che sono divenuti resistenti agli antibiotici. Se non si porrà fine all’attuale rapido sviluppo negativo, l’umanità perderà presto una delle sue armi più importanti contro le malattie infettive. Altre minacce principali per la salute correlate alle malattie infettive sono: HIV; tubercolosi nel suo ceppo farmaco-resistente; influenza con il suo livello di mortalità in gruppi di popolazione a rischio; pneumococco, un batterio che causa polmonite e meningite.

 

Occorre anche considerare che circa il 15% dei cittadini europei è colpito da qualche forma di disabilità. Le persone con disabilità fisica includono chi è affetto da: 1) condizioni muscolo-scheletriche; 2) limitazioni di udito, parola, vista, ed altre limitazioni dovute a deficit che si sviluppano con l’invecchiamento o come conseguenze di qualche malattia; 3) anomalie congenite come cardiopatie congenite, paralisi cerebrale, schisi oro-facciale, gastroschisi ed ipospadia; 4) conseguenze di malattie, incidenti stradali, incidenti domestici o nel tempo libero, incidenti da autolesionismo o danni causati da prodotti non sicuri o da condizioni atmosferiche estreme; 5) disabilità intellettiva o di apprendimento.