Progetto EUGLOREH
LO STATO DI SALUTE NELL’UNIONE EUROPEA:
VERSO UN’EUROPA PIÙ SANA

SINTESI DEI RISULTATI

7. DETERMINANTI DI SALUTE ED ALTRI FATTORI PATOGENETICI

7.3. Ambiente di vita e di lavoro

Link:  Normali Evidenziati

I link alle concordanze si evidenziano comunque al passaggio

7.3. Ambiente di vita e di lavoro

L’ambiente di vita e di lavoro influenza la salute in molti modi – attraverso l’esposizione a fattori di rischio fisici, chimici, biologici e psicosociali, e mediante i relativi cambiamenti comportamentali in risposta a questi fattori. Fra le 102 maggiori patologie, raggruppamenti di malattie e traumi contenuti nel World Health Report del 2004, i fattori di rischio ambientali hanno contribuito al peso delle malattie in 85 categorie. Globalmente, si stima che il 24% del carico delle malattie (anni di vita in salute persi) ed il 23% di mortalità prematura per ogni causa sia attribuibile a fattori ambientali. Gruppi potenzialmente sensibili e ad alto rischio per danni o malattie da inquinanti ambientali sono da un lato i bambini e le persone con altri problemi di salute come diabete, malattie respiratorie o cardiopatie, e le persone con sistema immunitario compromesso, come i pazienti con HIV/AIDS o in chemioterapia antitumorale; dall’altra parte vi sono le persone povere o svantaggiate, che vivono in ambienti più inquinati e sono quindi esposte a più alte concentrazioni di inquinanti o all’impatto di ambienti affollati, mancanza di impianti sanitari e di igiene. Alcune popolazioni speciali di lavoratori sono pure svantaggiate a causa di specifiche condizioni di lavoro. Interazioni tra esseri umani e fattori ambientali si verificano negli ambienti di lavoro, ambienti ed insediamenti strutturati in molti modi diversi, scelti per rendere possibili le varie attività essenziali per il lavoro e la vita umana e sociale. Salute e qualità di vita di lavoratori e residenti dipendono non solo dal loro comportamento, ma anche da come luoghi di lavoro, ambienti ed insediamenti sono organizzati e mantenuti, e possono variare molto radicalmente da un posto all’altro. Lo sviluppo delle molte attività e strutture che supportano i fabbisogni delle persone che vivono e lavorano negli insediamenti urbani, se non è appropriatamente regolato e disegnato, può dar luogo ad esposizione a molti fattori differenti che influiscono sulla salute. Trasporti, riscaldamento domestico, necessità di fornire grandi quantità di acqua e cibo ed i relativi rischi per la salute sono trattati in sezioni differenti di questo capitolo sui determinanti di salute.

 

Ambiente di vita. Anche se si suppone che gli alloggi siano ripari sicuri, non struttura ambientale costruita per abitazione che possa essere considerata priva di rischi. In Europa, l’esposizione a umidità e muffe nelle case varia fortemente nei vari Paesi, con una media del 16% di case colpite. La muffa – uno dei maggiori allergeni nell’ambiente domestico, che può portare a reazioni allergiche ed infezioni respiratorie – può esacerbare gli attacchi di asma, essendo quindi pericoloso per i bambini e gruppi di popolazione sensibili/allergici. Una varietà di materiali e prodotti da costruzione può causare potenziali pericoli per la salute, come quelli indotti da radon, asbesto, composti organici volatili, PCB ed altre sostanze chimiche emesse dai materiali di costruzione, tappeti, vernici e mobili. La combustione di materiali usati per cucinare e riscaldare (come carbone, legno, gas) può portare all’emissione nell’ambiente domestico di inquinanti e gas come particelle, monossido di carbonio e composti cancerogeni. Un disegno inadeguato di scale e porte, bassi davanzali delle finestre, pavimenti scivolosi, angoli acuti dei mobili o illuminazione inadeguata sono tra le principali caratteristiche del design che fa aumentare gli incidenti; nei Paesi dell’UE si stima che circa la metà degli incidenti domestici o nel tempo libero si verifichino in casa o nelle sue immediate vicinanze. Le conseguenze potenziali sulla salute dei residenti di un insufficiente spazio per vivere comprendono gli effetti fisici dell’alta densità di popolazione (prevalentemente correlati alle malattie infettive) e gli effetti psicologici dell’affollamento. Nell’ambito dell’UE, livelli di alta densità che possono portare ad affollamento sono identificati in un ambito da meno del 10% a oltre il 25% delle popolazioni. Tuttavia, il peso dell’affollamento è sopportato principalmente dalle famiglie numerose e dalle case povere, e in genere non è visibile nelle medie nazionali, che variano tra 2 e 3 residenti per abitazione.

 

Scuole. Per i bambini, l’ambiente scolastico è l’ambiente chiuso più importante dopo quello di casa. Nelle scuole i bambini possono essere interessati da scarsa ventilazione, esposizione a composti chimici come la formaldeide, muffe e batteri da costruzioni umide e allergeni da pelo di animali nella polvere. Alcuni studi hanno dimostrato che l’aumento dei sintomi asmatici in ragazzi svedesi era ridotto migliorando la ventilazione nelle aule con l’installazione di sistemi di ventilazione nuovi e più efficienti. Oltre alle fonti interne di inquinamento dell’aria, le scuole nelle città più grandi sono colpite dall’inquinamento atmosferico dovuto al traffico e alle attività industriali. Recentemente, vi è stato un approfondimento sulle difficoltà di apprendimento in relazione alle condizioni delle aule. Studi sperimentali hanno dimostrato che una riduzione della temperatura dell’aula da 25 a 20°C aumentava la velocità in diversi test in alunni di 10-12 anni di età. Inoltre la prestazione migliorava quando il flusso della ventilazione veniva aumentato.

 

Ambiente urbano, rurale ed industriale. Lo studio dei gruppi di popolazione urbana, rurale ed industriale mostra che, in media, i gruppi di popolazione rurale potrebbero trarre beneficio da un controllo più efficace delle cause esterne di morte e da una migliore accessibilità ad adeguati servizi sanitari, mentre nella maggior parte delle aree industriali è necessario un miglior controllo del luogo di lavoro e dell’inquinamento ambientale. Inoltre, vi sono prove di differenze di istruzione, perché gli abitanti delle aree rurali sono 1,3 volte più spesso privi di un’istruzione secondaria rispetto a chi vive in città. L’identificazione di un trend europeo risulta problematica, a causa delle molte differenze esistenti tra gli Stati Membri, ma un recente Rapporto dell’OCSE ha dimostrato che la differenza è espressa in maniera più evidente nei maschi, che hanno un tasso di mortalità più alto nelle aree rurali rispetto a quelle urbane, anche se l’andamento nelle femmine è simile. Uno dei pochi studi nazionali disponibili, condotto in Irlanda del Nord nel 2007, ha indicato nelle popolazioni rurali tra 25 e 74 anni una più bassa mortalità dovuta a malattie circolatorie, respiratorie e maligne, ed una mortalità maggiore per cause esterne rispetto alle popolazioni urbane. È quindi possibile che i residenti in campagna possano avere vantaggi significativi, rispetto a chi vive in città, per un certo numero di effetti sulla salute, ma probabilmente con una maggiore gravità di conseguenze di incidenti ed altri fattori. D’altra parte, le maggiori percentuali di dipendenza dei vecchi delle aree rurali probabilmente danno luogo ad una domanda più elevata di servizi sanitari che non è sempre soddisfatta; infatti, la maggior parte dei Paesi europei riferisce maggiori problemi nell’accesso a servizi sanitari adeguati nelle aree rurali rispetto all’ambiente urbano. Un problema importante, non sempre gestito correttamente negli insediamenti urbani, è la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti mentre, in ambito industriale, lo smaltimento improprio di rifiuti tossici e speciali può causare gravi contaminazioni dell’ambiente. Vi sono preoccupazioni riguardanti i piccioni, che depositano le loro deiezioni su luoghi pubblici e palazzi, o i roditori come ratti e topi che vivono nei parchi pubblici o nel sistema delle fogne. In entrambi i casi le preoccupazioni per l’igiene sono predominanti, mentre gli effetti diretti sulla salute sono rari. Anche gli scarafaggi possono stimolare gravi allergie e si ritrovano in una grande varietà di ambienti in tutto il mondo. Negli insediamenti umani, il mettere a disposizione luoghi per il tempo libero, la ricreazione e le attività sociali è tanto importante quanto avere negozi e servizi. I maggiori benefici di questi luoghi sono stati identificati in (a) legami sociali tra i residenti, che producono un’identità propria e costruiscono fiducia e capitale sociale, e (b) aumentati livelli di attività fisica nella popolazione locale con conseguenti effetti positivi sulla salute. Vi sono prove che l’uso di luoghi sociali e di ricreazione ha un effetto positivo sulla salute, in quanto gli utilizzatori regolari mostrano tassi di sopravvivenza maggiori e migliore salute mentale. Inoltre, spazi verdi e aperti possono aiutare a ridurre il rumore e l’esposizione agli inquinanti dell’aria, ed hanno anche un effetto compensatorio nel fenomeno urbano delle ondate di calore nel periodo estivo. La disponibilità di questi posti ad una distanza sufficientemente ravvicinata per un uso quotidiano è un aspetto chiave per quartieri di abitazione salubri ed arricchisce la vita di vicinato. Tuttavia, gli attuali insediamenti spesso sono carenti di posti di aggregazione pubblica e di aree verdi per attività sociali e ricreative. Dati dell’Urban Audit delle città europee mostrano che in media solo la metà (52%) delle città partecipanti mette a disposizione aree verdi urbane ad una distanza percorribile a piedi al massimo in 15 minuti (dati basati su 66 città con dati su questo indicatore).

 

Luoghi di lavoro. L’occupazione di per sé è un importante fattore di promozione della salute. Comunque, certi fattori correlati al lavoro di tipo psicosociale, organizzativo, fisico, chimico ed ergonomico potrebbero indurre danni alla salute e assenze per malattia. Secondo l’Agenzia Europea per la Sicurezza e la Salute sul Lavoro, vi sono ogni anno circa 165.000 decessi correlati al lavoro in Europa, di cui 160.000 sono dovuti a malattie occupazionali ed il resto è dovuto a incidenti. L’ambiente lavorativo ha cambiato radicalmente la sua organizzazione e composizione e continuerà a cambiare nei prossimi decenni. È chiaro che gli interventi di salute pubblica e di salute nei luoghi di lavoro tra gli impiegati rappresenteranno una sfida importante per mantenere una forza lavoro sana nel prossimo futuro. Lavorare ad alta velocità, con tempi ristretti e/o con compiti monotoni e ripetitivi può avere un impatto negativo sulla salute. Altri fattori di stress includono la paura di perdere il lavoro, la percezione di un compenso inadeguato e/o il bullismo e le molestie. Inoltre, anche la disoccupazione è fortemente associata con una salute scarsa. Vi sono attualmente grandi sfide per la salute sul luogo di lavoro, che derivano da continui cambiamenti demografici e strutturali nel settore del lavoro, come disuguaglianze regionali di salute e sicurezza in Europa (specialmente tra i nuovi Stati Membri) e lo squilibrio nell’accesso a servizi di prevenzione (specialmente per piccole e medie imprese ed immigrati). In tempi di globalizzazione, il miglioramento della salute sul lavoro richiede un approccio olistico, che combini promozione della salute e prevenzione, salute occupazionale e sicurezza, e consideri i determinanti sociali e l’impiegabilità. Secondo la Fourth European Working Conditions Survey, il 37% degli uomini ed il 31 % delle donne ritiene che il lavoro influisca sulla propria salute. Inoltre, il 33% dei maschi ed il 22% delle femmine considera la propria salute o sicurezza a rischio a causa del lavoro. Questo impatto percepito del lavoro sulla salute differisce grandemente nei vari Stati Membri europei e in differenti settori economici. Un certo numero di malattie e problemi di salute è correlato al lavoro (malattie e disturbi da lavoro). Di questi, solo un numero limitato di patologie è riconosciuto legalmente come causato da esposizione al lavoro (malattie occupazionali). Il tasso di incidenza delle malattie occupazionali è doppio negli uomini (80 per 100.000) rispetto alle donne. In entrambi i sessi si è osservato un aumento nel 2001-2002. Le cinque malattie occupazionali più comuni erano tenosinovite di mano o polso, perdita di udito da rumore, epicondilite laterale, dermatite da contatto e sindrome del tunnel carpale. Nell’industria mineraria, il tasso di incidenza di malattie occupazionali è molto più alto della media, con un valore di circa 1800 per 100.000. L’industria edile e quella manifatturiera seguono con tassi di incidenza ancora doppi rispetto alla media, cioè di circa 60 per 100.000. Nel 2004 sono stati riportati in Europa circa 4 milioni di gravi incidenti sul lavoro, tre quarti dei quali hanno colpito uomini. In generale, vi è stata una notevole diminuzione di incidenti dal 1994. Tuttavia, nelle donne, questa riduzione sembra essere iniziata solo recentemente, dopo un picco nell’anno 2000. Rispetto al 1998 si è verificata una riduzione di incidenti sul lavoro del 20% nell’UE25 e nell’UE15. Tuttavia, alcuni Stati Membri come Irlanda, Spagna, Francia, Lussemburgo e Slovenia non hanno avuto risultati molto buoni, mentre Estonia, Cipro e Romania hanno in effetti sofferto di un aumento di questa cifra. Gli incidenti sul lavoro si verificano in modo molto differente nei diversi settori economici. Settori particolarmente rischiosi sono quelli della lavorazione del legno e delle costruzioni, con tassi di incidenza doppi rispetto alla media. In contrasto con l’andamento generale, il tasso di incidenti sul lavoro è aumentato nei settori di fornitura di elettricità, gas ed acqua, così come nel trasporto aereo. Secondo la Fourth European Working Conditions Survey, il 23% dei lavoratori europei è assente dal lavoro per problemi di salute almeno una volta nei 12 mesi, con un’assenza media totale di 20 giorni. I settori economici sono colpiti in modo molto diverso dalle assenze. Per esempio, mentre il 14% delle donne che lavorano nell’agricoltura è assente per malattia, la percentuale è tre volte più elevata nella fornitura di elettricità. Le cifre più alte si riscontrano nella pubblica amministrazione, con il 31% degli impiegati colpiti, il che significa, in media, un periodo di 8 giorni per impiegato e di 27 giorni per assenza. In generale, sono riferite cifre lievemente superiori dalle donne rispetto agli uomini. Questo si applica specialmente alle donne nella fornitura di elettricità e a quelle occupate in lavori per la salute e il sociale.

 

Trasporti. La necessità di trasporti è una caratteristica dei grandi insediamenti umani. In termini di salute pubblica, il trasporto è associato a quattro importanti determinanti di salute: rumore, inquinamento dell’aria, incidenti stradali e la possibilità di esercitare modalità fisicamente attive di trasporto, specialmente andare in bicicletta e camminare (v. anche 7.1). Con percentuali in aumento di obesità e livelli decrescenti di attività fisica, le modalità di trasporto che richiedono esercizio fisico costituiscono un’importante strategia per rendere attive le persone. Il successo di queste strategie dipende da adeguate opportunità di andare in bicicletta e camminare, negli insediamenti, che frequentemente sono stati e sono tuttora sviluppati dando priorità al trasporto motorizzato. Dal momento che le previsioni indicano un aumento del trasporto motorizzato, la disponibilità di adeguate infrastrutture per camminare e pedalare, allo scopo di limitare questa tendenza, diventerà una sfida centrale per molte città. È già possibile raggiungere alti livelli di comportamento di trasporto attivo particolarmente nelle città densamente popolate: ad esempio, a Berlino circa un terzo di tutti i tragitti si svolge con traffico non motorizzato, e certe città olandesi o austriache già raggiungono livelli superiori al 50%.